L'allarme

Cagliari, stop al punto nascita del Santissima Trinità per carenza di pediatri Quattro gli specialisti in aspettativa, gli altri assenti: viene dunque sospesa l’accettazione del reparto che ogni anno registra circa 1.300 nascite

L’area interna dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari

Al Santissima Trinità di Cagliari si ferma l’accettazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia. Una sospensione legata alla carenza di personale medico che, fino all’arrivo di nuovi professionisti, impedisce di garantire la continuità e gli standard di sicurezza necessari per mantenere operativo il punto nascita.

La decisione arriva nonostante i numeri importanti registrati dalla struttura di Is Mirrionis, dove ogni anno vengono alla luce circa 1.300 bambini. Un’attività consolidata che ha fatto del reparto uno dei punti nascita più importanti della Sardegna.

A spiegare le ragioni dello stop è la primaria Eleonora Coccollone. «È una decisione sofferta, ma inevitabile – sottolinea – perché dobbiamo garantire standard di sicurezza e qualità. Con i numeri attuali non era più possibile farlo».

Il problema principale riguarda la disponibilità dei pediatri. Dei nove professionisti in organico, quattro sono attualmente in aspettativa, uno è in ferie in vista del pensionamento e un’altra è assente per maternità. Una situazione che ha lasciato in servizio un numero troppo ridotto di medici, costretti finora a fare il possibile per mantenere aperto il reparto.

«Chi è rimasto al lavoro si è fatto in quattro per continuare a garantire il servizio», racconta Coccollone. Ma la carenza di personale è diventata ormai strutturale e non era più possibile affidarsi a ulteriori turni e straordinari per compensare le assenze.

La criticità era stata segnalata anche ai vertici della Asl. È stata avviata persino una campagna sui social per cercare pediatri disponibili a lavorare nel punto nascita, ma senza risultati. Nessun nuovo professionista è stato individuato.

Così, proprio il reparto che registra circa 1.300 nascite ogni anno è costretto a sospendere l’accettazione. «Incredibile, ma è così», conclude con amarezza la primaria, auspicando che il problema possa essere risolto con il reperimento dei medici necessari.


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