Sanità

Santissima Trinità, nel capoluogo il punto nascita resta operativo Dopo lo stop ai ricoveri per carenza di medici, una rete di specialisti garantisce i turni all'interno del reparto dove si contano oltre 1.300 nascite all'anno

Gli spazi interni del Santissima Trinità di Cagliari

Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari resta operativo, ma l’emergenza pediatri continua a pesare sul punto nascita più importante dell’Isola, dove ogni anno vengono alla luce oltre 1.300 bambini. Dopo la sospensione dei ricoveri annunciata ieri mattina, la situazione è stata tamponata in serata grazie alla disponibilità di una rete di medici specialisti chiamati a garantire la copertura dei turni.

L’allarme era stato lanciato dalla primaria Eleonora Coccollone, che aveva evidenziato l’impossibilità di assicurare adeguati standard di sicurezza con l’organico disponibile. A pieno regime il reparto poteva contare su nove pediatri, ma quattro sono attualmente in aspettativa, una professionista è in ferie in vista del pensionamento e un’altra è in maternità. Una situazione che ha progressivamente aumentato il carico di lavoro sul personale rimasto in servizio.

La carenza era stata segnalata da tempo alla Asl di Cagliari, anche attraverso tentativi di reclutamento sul mercato. Nelle scorse settimane era circolato anche un appello per trovare pediatri disponibili a lavorare al Santissima Trinità con compensi di cento euro l’ora, senza però ottenere risposte sufficienti.

Il direttore generale della Asl, Aldo Atzori, aveva quindi disposto la sospensione immediata dei ricoveri e l’impossibilità di accogliere donne in travaglio o prossime al parto, coinvolgendo nella gestione dell’emergenza assessorato regionale alla Sanità, Areus, Aou e Brotzu. Era stato predisposto anche il trasferimento di gestanti, puerpere e neonati.

Nel pomeriggio, una «war room» regionale ha riunito i vertici delle aziende sanitarie coinvolte. In serata la Asl ha comunicato il superamento delle criticità grazie alla rete di specialisti, assicurando la continuità assistenziale. Una soluzione però emergenziale, mentre sindacati e opposizioni chiedono una programmazione strutturale per affrontare una carenza di personale annunciata da tempo.


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