
L’insetto vettore
Sono saliti a dodici i casi umani di West Nile nell’Oristanese. Tre persone, due ultrasettantenni e un ultracinquantenne, sono attualmente ricoverate in osservazione all’ospedale San Martino di Oristano. Il Dipartimento di Prevenzione della Asl 5 ha avviato le indagini epidemiologiche e le attività di profilassi, compresi gli interventi di disinfestazione nelle zone di residenza delle persone contagiate.
Il primo caso era stato registrato nel maggio scorso e aveva riguardato una persona ultrasessantenne. Il secondo aveva interessato un ultra novantenne che, dopo aver contratto il virus e sviluppato la malattia, era deceduto.
Tra gli altri casi già segnalati, un ultrasessantenne è stato dimesso ed è rientrato a casa, mentre un ultraottantacinquenne resta ricoverato al San Martino. Anche un cinquantenne e un ultrasettantenne hanno completato il percorso ospedaliero e sono tornati nelle rispettive abitazioni. Altri due ultrasettantenni sono invece ancora ricoverati, mentre un ultracinquantenne è già stato dimesso.
La Asl rinnova intanto l’invito alla prudenza, soprattutto rivolto alle persone anziane e ai soggetti più fragili. «È importante prevenire eventuali situazioni a rischio e proteggersi dalle punture», spiega Maria Valentina Marras, direttrice del Dipartimento di Prevenzione.
Tra le principali raccomandazioni figurano l’eliminazione dei ristagni d’acqua, dove le zanzare possono proliferare, l’utilizzo di repellenti e di abiti lunghi quando si trascorre tempo all’aperto e la protezione degli ambienti domestici attraverso l’installazione di zanzariere. Le misure di prevenzione restano fondamentali per ridurre il rischio di nuove infezioni, mentre proseguono i controlli sanitari e gli interventi di disinfestazione nelle aree interessate.
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