Economia

Gelato artigianale, un mercato del valore di 37 milioni di euro Nell’Isola operano 173 gelaterie, 114 artigiane. Energia e materie prime fanno salire i costi, ma arriva la proposta di una nuova e maggiore tutela per il settore

Il bancone di una gelateria

È il vero «re dell’estate» e in Sardegna muove un giro d’affari da 37 milioni di euro. Il gelato continua a conquistare i consumatori dell’Isola, che nel 2025 hanno speso in media circa 50 euro a famiglia per coni, coppette, granite, ghiaccioli e sorbetti. Un mercato sostenuto da 173 gelaterie, 114 delle quali artigiane, pari al 65,9% delle attività del settore.

I dati arrivano dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, sulla base di elaborazioni su dati Unioncamere-Infocamere e Agenzia delle Entrate. A livello nazionale la spesa raggiunge 1,8 miliardi di euro, con Lombardia, Lazio e Campania ai primi posti.

Dietro il successo del prodotto, però, ci sono costi sempre più elevati. Tra il 2021 e il 2025 il prezzo dei gelati è cresciuto del 39,6%, mentre sono aumentate le spese per energia e materie prime. Il cacao ha registrato un incremento del 45,5%, lo zucchero del 33,3% e il latte del 23,4%. Anche nocciole, amarene e materiali biodegradabili hanno subito forti rincari.

«La genuinità delle specialità artigiane della gelateria – sostiene il Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni – fa muovere l’economia sarda e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food made in Sardegna in Italia e nel mondo».

Confartigianato sostiene inoltre in Parlamento la proposta di introdurre la denominazione «Gelato di tradizione italiana», con un disciplinare dedicato a ingredienti, lavorazione e caratteristiche del prodotto.

«Un prodotto sano, realizzato con ingredienti autentici e rappresentativo del territorio, che va salvaguardato dalle imitazioni presenti sul mercato», afferma Meloni.

In Sardegna i gusti tradizionali convivono con quelli legati all’identità locale, da sebadas e mirto fino alla pardula e alle proposte al formaggio. E per riconoscere un prodotto artigianale, l’associazione invita a osservare soprattutto i colori: tonalità naturali e tenui sono un primo elemento distintivo.


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