Lo spettacolo

Caparezza incendia Alghero: arte, immaginazione e musica chiudono l’Alguer Summer Festival Musica, teatro, fumetto, pittura e arti si mescolano sul palco: un elogio all’arte come antidoto alla violenza

Più che un concerto è stato un viaggio dentro l’immaginazione. Caparezza conquista Alghero con un live completamente sold out che, venerdì 22 agosto, trasforma l’Alguer Summer Festival in un enorme laboratorio creativo a cielo aperto. Musica, teatro, fumetto, pittura e arti si mescolano sul palco in uno spettacolo che diventa un vero e proprio elogio dell’arte come antidoto alla violenza, alla polarizzazione e all’omologazione dell’era digitale.

La grandezza dello show è evidente fin dai primi secondi. Un esercito di uomini e donne armati di matite invade il palco, mentre gli sbandieratori accompagnano i suoni onomatopeici urlati dall’artista. Sembra di essere entrati fisicamente dentro una tavola a fumetti. E non è un caso: quella per il fumetto è una passione che Caparezza coltiva da quando aveva sei anni e sfogliava il Corriere dei Piccoli.

Il pubblico risponde cantando ogni testo. In platea decine di cartelloni catturano l’attenzione dell’artista, che li legge e dialoga continuamente con chi ha davanti. È proprio da qui che prende forma uno dei fili conduttori della serata: la creatività nell’era del digitale e la necessità di difendere quello spazio interiore che nessuna tecnologia può sottrarci.

“Orbit Orbit” diventa così metafora di un pianeta dell’immaginazione. Un luogo da proteggere soprattutto quando il vulcano creativo che abbiamo dentro sembra assopirsi. “Si può restare immobili oppure reagire, tornando a disegnare, scrivere, costruire e inventare”, suggerisce Michele Salvemini, in arte Caparezza, dal palco.

Sul palco durante Chinatown, il fumetto diventa live. Sul palco sale l’algherese Juajin Tilocca, che disegna una tavola proiettata sul maxischermo. In una serata che celebra i “creatori di mondi alternativi” Caparezza sceglie di dare spazio in ogni tappa del tour ad un disegnatore locale e ribadisce un concetto: i fumetti possono anche non essere impegnati, ma devono essere fatti con impegno. Perché il fumetto è una cosa seria, capace di ridisegnare spazio e tempo.

Caparezza rivendica la manualità e l’artigianato proprio nel momento storico dominato dall’intelligenza artificiale. Continua a scrivere, creare, fare e circondarsi di arte. Si definisce anche “cartapestaio”, quasi a riaffermare il valore fisico del gesto creativo. Perché se la politica divide e polarizza, l’arte, al contrario, contagia. E qui ricorda lo stand divulgativo contro la guerra “Ripudia” curato da Emergency.

L’artista in chiusura racconta la “teoria dell’ostrica”: quando un corpo estraneo ferisce il guscio, l’ostrica reagisce producendo una perla. L’invito al pubblico è allora uno solo: “Perlificate”. Trasformare il dolore, inevitabile nell’esperienza fisica della vita, in qualcosa di nuovo. È qui che l’arte viene in soccorso, permettendo di attraversarlo e trasformarlo.

“Devi fare ciò che ti fa stare bene” canta Caparezza, mentre migliaia di voci rispondono all’unisono. L’atto creativo resta personale, libero, irripetibile. E l’ultimo invito è forse il più importante: non averne paura.

Un sold out che ha richiesto una macchina organizzativa imponente, con l’intera squadra della Shining schierata per garantire il grande spettacolo algherese. Dopo Caparezza e, ieri, lo show “Voglio tornare negli anni ’90”, cala così il sipario sull’Alguer Summer Festival: una chiusura affidata alla musica, ma soprattutto alla forza contagiosa dell’immaginazione e dell’arte.

Erika Pirina


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