Solidarietà

Dalle navi alle mense: la crociera diventa solidale nei porti sardi Ottanta chili di alimenti sbarcati dalla Costa Toscana al porto di Cagliari e destinati alla Caritas

Non solo turismo, passeggeri e traffici marittimi. Dai porti della Sardegna, anche nel pieno della stagione estiva, sbarca la solidarietà. Al porto di Cagliari circa 80 chili di alimenti provenienti dalla nave Costa Toscana sono stati consegnati per essere destinati alla mensa della Caritas.

Si tratta di eccedenze alimentari debitamente confezionate che, invece di essere sprecate, vengono recuperate e distribuite alle associazioni impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone in difficoltà. Un’attività che Costa Crociere porta avanti ormai da diversi anni con il sostegno dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna.

L’iniziativa garantisce un doppio risultato: da una parte offre un aiuto concreto alle associazioni e alle mense solidali, dall’altra contribuisce a ridurre lo spreco alimentare, dando nuova destinazione a prodotti ancora utilizzabili.

La Caritas diocesana e la Mensa del Viandante sono due realtà che beneficeranno delle donazioni della Costa Toscana. Il calendario delle consegne è iniziato lo scorso 4 agosto e proseguirà fino al 3 novembre, in occasione dei 14 approdi della nave nel porto di Cagliari. Le distribuzioni saranno effettuate alternativamente a favore delle due associazioni.

Ma quello della Costa Toscana non è un caso isolato. Nei porti sardi è già attiva una rete di recupero delle eccedenze alimentari che coinvolge anche altre compagnie di navigazione. A Golfo Aranci, la Corsica Sardinia Ferries devolve regolarmente alimenti alla Caritas diocesana gallurese, mentre a Olbia la Moby sostiene la Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.

Le iniziative rientrano nel progetto «Cambusa solidale», sostenuto dall’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna e orientato a trasformare le eccedenze delle navi in una risorsa per il territorio. L’obiettivo è ora quello di estendere ulteriormente il modello, coinvolgendo nuove compagnie e diverse tipologie di naviglio, per rendere sempre più capillare la rete della solidarietà nei porti di competenza dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna.


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