Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, il volume invita a non fermarsi alla celebrazione della ricorrenza, ma a confrontarsi con l’attualità del suo messaggio. «La domanda ci invita a chiederci noi che faremmo», spiega padre Enzo ai microfoni di Radio Kalaritana: riconosceremmo Francesco oppure lo considereremmo un uomo da evitare? La sfida, sottolinea, è «entrare in relazione» con lui.
Tra i temi affrontati anche quello della comunicazione. «San Francesco non è stato uno che ha comunicato, ma uno che ha vissuto», osserva. Una testimonianza che, ancora oggi, può parlare più delle parole: «L’unico libro che è più letto è la nostra vita». Da qui l’invito a interrogarsi su ciò che ciascuno sta scrivendo, con le proprie scelte e i propri gesti, nelle pagine della propria vita.
Forte anche il richiamo alla pace. Dopo oltre quarant’anni ad Assisi, padre Enzo racconta di aver incontrato tante persone accomunate dal desiderio di pace. Un obiettivo che, secondo il religioso, parte dai piccoli gesti quotidiani: «Essere portatore di pace significa essere anche umanamente realizzati», afferma, invitando a costruire la pace attraverso lo sguardo, le parole e i gesti quotidiani.
Padre Enzo ha poi ricordato il suo impegno nel mondo della comunicazione, dalla rivista Piazza San Pietro agli appuntamenti televisivi e radiofonici.
Durante la sua visita in Sardegna sono previsti incontri a Oristano e Guspini, con particolare attenzione anche ai bambini. «Stando con i bambini si vede l’amore puro», conclude padre Enzo. Un messaggio che riassume, in poche parole, il cuore della sua riflessione: «Amore, amore, amore».
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
