Il ricordo

Addio al maestro burattinaio Bernardelli: l’artista bolognese che ha portato i burattini in tutta l’Isola Il ricordo di Rita Atzeri della compagnia teatrale Il Crogiuolo: «Figura di primo piano nel panorama regionale»

Raoul Bernardelli, artista bolognese che ha legato una parte importante della sua vita alla Sardegna, ha concluso il suo percorso su questa terra. Lui ha portato sull’Isola l’arte dei burattini e raccontando la realtà ai più piccoli, ma anche agli adulti.

«Bernardelli – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana, Rita Atzeri della compagnia teatrale Il Crogiuolo – è stato una figura di primo piano nel panorama teatrale regionale e nazionale. Raoul proveniva da una famiglia fortemente legata al teatro dei burattini e all’impegno civile. Era nipote di Otello Sarzi e figlio di Lucia, anch’essa burattinaia, che insieme a Otello aveva vissuto in prima persona l’impegno civile della Resistenza, accanto anche ai fratelli Cervi. Ma Raoul va ricordato soprattutto per la sua straordinaria produzione artistica. È arrivato in Sardegna con le esperienze teatrali che lo hanno portato poi a stabilirsi nell’Isola, lavorando in tutta la regione e legandosi anche artisticamente a Monica Stochino. Oltre trent’anni trascorsi da Raoul in Sardegna, con tantissime produzioni e un impegno civile sempre molto forte.

Un impegno che non è rimasto soltanto sul piano personale, ma che ha caratterizzato anche la sua attività artistica.

Assolutamente sì. Raoul era membro dell’ANPI, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, e ha portato il suo impegno civile anche all’interno delle sue storie e dei suoi spettacoli. Ricordiamo, tra le produzioni più recenti, Pulcino, un cuore coraggioso, uno spettacolo che utilizzava la metafora per raccontare anche una parte del suo vissuto personale e della storia della sua famiglia, profondamente legata alla lotta antifascista. È stato inoltre una figura importante anche per la formazione di altri artisti e burattinai, come Fabio Tissù e Daniele Fenu. Per tutti noi colleghi e operatori teatrali è stata una persona alla quale siamo stati profondamente legati: un uomo generoso, disponibile e un artista a tutto tondo.

Bernardelli lascia dunque un’eredità importante e anche la testimonianza di come il teatro, in tutte le sue forme, possa raccontare la realtà, il passato e il presente, ma anche aiutare a immaginare il futuro. E può farlo rivolgendosi a tutti, bambini compresi, riuscendo però allo stesso tempo a far riflettere anche gli adulti.

Esattamente. Il teatro dei burattini è teatro a tutti gli effetti. Non è semplicemente quello che, in maniera forse un po’ restrittiva, viene definito teatro di figura. Appartiene invece alla grande tradizione del teatro popolare. E il teatro popolare si rivolge a tutti, affrontando i grandi temi universali della vita: la morte, la guerra, il coraggio, la libertà. È sempre stato uno strumento capace di trasmettere valori e di far riflettere grandi e piccoli. Tutti gli spettacoli di Raoul Bernardelli hanno sempre contenuto questi ingredienti. Attraverso i burattini riusciva a parlare ai bambini con un linguaggio immediato e coinvolgente, ma allo stesso tempo offriva agli adulti diversi livelli di lettura e di riflessione.


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