Dopo gli incendi dei giorni scorsi in Ogliastra è iniziata la conta dei danni. Ad Arzana si registra la ripresa di alcuni focolai, mentre ad Elini si cerca di ritornare alla normalità, sebbene non sia così facile. In particolare ad Elini la situazione è molto difficile, dopo che le fiamme hanno interessato decine di ettari di territorio, con la quantificazione dei danni subiti dall’agricoltura familiare, che rappresenta un elemento importante per l’economia e l’autosostentamento di numerose famiglie. Il disastro ambientale ha interessato una zona di grande pregio e, in particolare, il patrimonio agricolo del vostro territorio. Una situazione molto dolorosa per la comunità, «più che i boschi – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana, il sindaco di Elini, Vitale Piga – l’incendio ha interessato soprattutto una parte importante del nostro patrimonio di olivi secolari. E questo rende la situazione ancora più grave, perché un olivo impiega tantissimo tempo per ricrescere. Sono piante che caratterizzano profondamente il nostro territorio, che è conosciuto anche per la produzione di olio.Si tratta quindi di un danno molto importante, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista ambientale e identitario.
Alla luce di quanto accaduto, quali sono adesso i prossimi passi? L’assessora regionale dell’Ambiente Laconi è già venuta a Elini per verificare la situazione, ma dal punto di vista operativo come si procede con la conta dei danni?
Già ieri abbiamo diffuso un messaggio rivolto a tutti i cittadini, chiedendo di effettuare una prima stima dei danni subiti. È il passaggio iniziale necessario per comprendere l’entità complessiva del danno e raccogliere tutte le informazioni. Questi dati ci permetteranno di avere un quadro generale dei danni materiali subiti dalla comunità. Inoltre, ieri sera abbiamo approvato la delibera di calamità. Questo consentirà, una volta che la Regione avrà predisposto tutti gli atti previsti dalla normativa, di poter chiedere i dovuti ristori, anche ai sensi delle leggi regionali 26 e 28.
Dietro la conta dei danni c’è naturalmente un sentimento di grande amarezza, soprattutto perché parliamo di olivi secolari, vero e proprio patrimonio identitario di Elini.
È proprio così. L’olivicoltura è parte della nostra identità ed è, tra l’altro, un settore sul quale stiamo cercando di investire tantissimo ormai da diversi anni. La distruzione di un albero secolare significa che, praticamente, per generazioni quell’albero non verrà più conosciuto. È qualcosa di veramente drammatico e difficile da accettare.
L’attività dell’amministrazione nella raccolta dei dati e nella quantificazione dei danni riguarda anche il tessuto produttivo che, pur essendo prevalentemente familiare, ha un valore significativo per il paese.
Sì. Il nostro è un tessuto produttivo prevalentemente familiare. Non ci sono grandi industrie e non ci sono grandi frantoi, ma ci sono persone che ancora oggi, in maniera genuina, coltivano questo prodotto meraviglioso. L’olio viene utilizzato dalle famiglie, ma può essere anche offerto agli ospiti e rappresenta quindi una piccola ma importante risorsa del nostro territorio. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più difficili da accettare: persone che investono quotidianamente il proprio lavoro e le proprie risorse per produrre un’eccellenza del territorio e che ora vedono andare perduto il risultato di anni di lavoro. È veramente uno degli aspetti peggiori di questa situazione.
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