Cultura

Premio Maria Carta: La Faraualla e Salvatore Corazza vincitori della 24ma edizione La manifestazione si terrà domenica 6 settembre a Siligo, paese natale della grande artista sarda

Saranno La Faraualla, quartetto vocale pugliese tutto al femminile, e Salvatore Corazza, batterista originario di Ozieri con una lunga carriera sui palcoscenici internazionali, a ricevere il Premio Maria Carta 2026, giunto alla 24ma edizione.

La manifestazione si terrà domenica 6 settembre a Siligo, paese natale della grande artista sarda. I riconoscimenti sono stati annunciati nella sala conferenze della Camera di commercio di Sassari dal presidente della Fondazione Maria Carta Leonardo Marras, dal sindaco di Siligo Giovanni Porcheddu, da Danilo Spano per l’ente camerale e dalla giornalista Maria Grazia Ledda, che presenterà la cerimonia insieme a Giacomo Serreli.

Un Premio speciale sarà assegnato ad Anna Moroni, la cuoca diventata popolare grazie alle sue numerose apparizioni televisive e impegnata nella promozione della cultura gastronomica e delle tradizioni della Sardegna.

Per la sezione dedicata all’emigrazione sarda nel mondo, il riconoscimento andrà invece al Circolo Sarda Tellus di Genova, tra le prime associazioni nate per riunire i sardi emigrati, fondata nel 1956. Oggi il circolo è impegnato anche in un progetto di assistenza e accoglienza rivolto ai bambini sardi che devono recarsi a Genova per ricevere cure all’Istituto Gaslini.

Il premio dedicato alle eccellenze dell’economia e del lavoro in Sardegna sarà conferito alla Fratelli Pinna di Thiesi, azienda casearia con oltre 125 anni di storia e protagonista della diffusione dei formaggi sardi sui mercati internazionali. L’azienda realizza infatti all’estero circa il 35% del proprio fatturato.

«Il Premio è nato per mantenere viva la memoria di Maria Carta, ma in questi anni è diventato qualcosa di più», ha spiegato Leonardo Marras. La manifestazione, ha sottolineato, rappresenta oggi uno spazio per riconoscere e valorizzare persone, artisti e realtà capaci di contribuire alla crescita culturale della Sardegna e al suo dialogo con il mondo. Al centro resta la figura di Maria Carta, «non soltanto appartenente al passato, ma una presenza culturale ancora viva».


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