Lo scontro

Politica, Truzzu annuncia esposti ad Anac e Corte dei Conti su attività Abbanoa La società che gestisce il servizio idrico risponde: «Tutto si è svolto nel pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie»

Un momento di una assemblea di Abbanoa| Foto Facebook Alessandra Todde

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Paolo Truzzu ha annunciato esposti all’Autorità nazionale anticorruzione e alla Corte dei Conti per una possibile violazione dei principi generali del codice degli appalti da parte di Abbanoa. Secondo quanto sostenuto da Truzzu e dal suo partito, Fratelli d’Italia, la società in house avrebbe affidato all’istituto bancario Credem 243 milioni prima della costituzione del Comitato di Gestione Patrimoniale e prima di qualsiasi delibera consiliare che autorizzasse gli investimenti compiuti.

Secondo Truzzu, la prima tranche del fondo – 50 milioni – sarebbe stata affidata a Credem nell’agosto del 2025 in 48 ore, senza una valutazione comparativa con altri istituti bancari e prima dell’approvazione definitiva delle linee guida per la gestione dei fondi stessi. Il regolamento, ha sottolineato Truzzu, sarebbe stato approvato dal Comitato di gestione patrimoniale 46 giorni dopo l’affidamento e non sarebbe mai stato approvato dal Cda, nonostante la delibera istitutiva del Comitato prevedesse questo passaggio.  Secondo la ricostruzione effettuata dall’ex sindaco di Cagliari, la valutazione comparativa sarebbe stata formalizzata solo successivamente all’affidamento, il 30 giugno 2026, mettendo a confronto l’offerta Credem con quelle di Banco di Sardegna e Bnl arrivata successivamente. Una situazione che, secondo Truzzu, dimostrerebbe come l’analisi non fosse stata eseguita anche prima dell’affidamento.

«Abbanoa ribadisce la piena legittimità della gestione della liquidità aziendale, avvenuta con la trasparenza e la dinamicità che questo genere di operazioni bancarie richiede, ora come in passato – si legge in una nota emessa dalla società di gestione del servizio idrico –  Tutto si è svolto nel pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie e al solo scopo di valorizzare le giacenze, ferme da alcuni anni nelle stesse posizioni, nei mesi a disposizione prima del rimborso dell’aiuto di stato di 231 milioni di euro, che in concreto si è positivamente compiuto il 31 luglio scorso. Pertanto, la situazione è oggi molto differente, ed è questo che capita quando si tratta della gestione bancaria della liquidità aziendale». Per Abbanoa, «le attività bancarie in questione, così come le giacenze, per loro natura non rientrano tra quelle disciplinate dal codice dei contratti pubblici e non richiedono pertanto una gara pubblica (art. 56, lettere “i” ed “l” del codice): a maggior ragione nei settori speciali, in cui opera la Società, e che sono caratterizzati da una disciplina ulteriormente derogatoria, contenuta nella Direttiva dell’Unione Europea 2014/25/UE (art.21)».

 

 


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.