La cultura

«Festival Lethèrario di Assemini»: tre giorni tra libri, teatro e attualità Da domani a domenica la terza edizione: tra gli ospiti Marco Damilano e Giorgio Mottola

Tre giorni per incontrare storie, ascoltare le voci del nostro tempo e riscoprire il piacere della cultura condivisa. Torna dal 2 al 4 ottobre 2026 il Festival Lethèrario di Assemini, giunto alla terza edizione.

La manifestazione, dedicata a libri, arte e teatro, è promossa dal Comune di Assemini, con la direzione artistica del giornalista e scrittore Giovanni Follesa e l’organizzazione dell’Associazione Enti Locali per lo Spettacolo.

Per tre giorni, Auditorium e Biblioteca comunale si trasformeranno in luoghi di incontro, confronto e scoperta, con un programma che intreccia narrativa, attualità, giornalismo, teatro e impegno civile.

I libri al centro

L’idea alla base del festival è riportare i libri al centro della vita culturale, non soltanto come oggetti da leggere, ma come strumenti per incontrarsi, confrontarsi e interrogarsi sul presente.

Una visione condivisa con l’assessore alla Cultura di Assemini, Sergio Nuvoli, che, in sintonia con la direzione artistica, ha voluto arricchire la manifestazione con la presenza di alcune tra le voci più interessanti del panorama nazionale.

«Abbiamo realizzato questa terza edizione – dice Nuvoli –partendo da un’idea semplice: riportare i libri al centro e farli diventare un’occasione per incontrarsi e discutere. E ci sarà spazio per tutti, dai più piccoli, con le letture animate in Biblioteca, ai reading per i più grandi».

Il programma affida così alla letteratura il compito di creare ponti tra generazioni, aprire domande e alimentare la curiosità. Biblioteca e Auditorium saranno luoghi da vivere, non semplicemente spazi nei quali assistere a un incontro.

Presentazioni, spettacoli e laboratori, immersi nell’atmosfera conviviale che richiama idealmente l’ora del tè, accompagneranno il pubblico attraverso storie, esperienze e punti di vista differenti.

I protagonisti del festival

Da venerdì a domenica, i libri offriranno nuovi sguardi sul mondo, sull’informazione e sui grandi temi dell’attualità attraverso il confronto con i numerosi autori presenti.

Tra gli ospiti c’è Luca Bianchini, scrittore, pubblicitario e conduttore radiofonico, che porterà ad Assemini il suo universo narrativo, sospeso tra ironia e malinconia, attraverso le vicende di Le ragazze di Tunisi, storie di emigrazione che, in forme diverse, appartengono alla memoria di molti italiani.

Arriverà anche Danilo Chirico, giornalista e scrittore da anni impegnato nell’analisi dei fenomeni criminali e delle dinamiche mafiose. Insieme a Giuseppina Pesce, entrerà nel cuore di una delle realtà più difficili da raccontare: quella di una famiglia mafiosa, al centro del libro La figlia del clan – Un cognome da nascondere, un destino da riscrivere.

Tra gli appuntamenti più attesi quello con Marco Damilano, saggista, conduttore televisivo e opinionista, già direttore de L’Espresso. Attraverso interviste e testimonianze inedite, in Noi siamo i tempi ricostruisce il progetto geopolitico e soprattutto culturale dei due Papi provenienti dalle Americhe.

Spazio anche al giornalismo d’inchiesta con Giorgio Mottola, inviato di Report, dove da anni si occupa di criminalità organizzata, traffici illegali e truffe. Nel suo ultimo libro, L’Internazionale nera. L’assalto della nuova destra al cuore dell’Occidente, Mottola ricostruisce la storia dell’Internazionale della nuova destra, interrogandosi su finanziamenti, organizzazione e protagonisti.

Storie e nuove generazioni

«Parleremo di narrativa, attualità e, più in generale, dei temi che attraversano la vita di tutti noi, con un’attenzione particolare ai giovanissimi – sottolinea Giovanni Follesa –. Se vogliamo che i libri continuino ad avere un posto nel nostro quotidiano, dobbiamo permettere ai più giovani di scoprirli attraverso la curiosità e il piacere di una storia».

«Mi auguro – aggiunge il direttore artistico – che il pubblico possa arrivare al Festival per ascoltare un autore e andare via con la curiosità di un nuovo libro da cercare, portando con sé il desiderio di perdersi ancora nel fascino di mille storie».

Ed è proprio nelle storie, nella loro capacità di raccontare il presente e aprire nuove prospettive, che il Festival Lethèrario trova uno dei suoi principali fili conduttori.

Storie diverse per età, linguaggi e sensibilità, ma accomunate dalla volontà di interrogarsi sul mondo e sulle sue trasformazioni. Come quelle affidate alla voce di Francesca Spanu, avvocata e consulente legale del centro antiviolenza Feminas, impegnata nel sostegno alle donne vittime di abusi e discriminazioni, con una riflessione sui temi dell’identità, della fragilità e della riconciliazione.

Ci sarà anche Tea Ranno, Premio Calvino nel 2005, autrice di romanzi intensi e poetici e di opere caratterizzate da un forte impegno civile. In Avevo un fuoco dentro racconta per la prima volta, attraverso la forma del memoir, un percorso tra scrittura e malattia.

Teatro, identità e libertà

Sensibilità e coraggio attraversano anche le pagine di Femmenella, opera di Davide Piras, autore e sceneggiatore oristanese che affronta temi universali come l’amore, la violenza, la paura e il desiderio di trovare la propria voce e la libertà di essere se stessi.

Il tema dell’identità torna anche nell’ultimo lavoro di Francesco Abate, che ad Assemini porterà in scena Gli Indegni – Quasi un musical, un recital che attraversa gli anni Ottanta senza indulgere nella nostalgia, ma restituendone energia, contraddizioni e spirito ribelle di una generazione cresciuta ai margini.

«Il programma del Festival Lethèrario dimostra che, anche quest’anno, Assemini investe sulla cultura come volano di crescita e di sviluppo – dichiara il sindaco Mario Puddu –. I nostri spazi si aprono a un respiro ancora più allargato e profondo, per dialogare insieme su tanti argomenti e sollecitare i desideri culturali della nostra comunità».

Dal 2 al 4 ottobre, dunque, Assemini sarà teatro di tre giornate dedicate alle storie e alle parole: un appuntamento nel quale libri, teatro e attualità diventano occasioni di incontro e confronto, riportando la cultura al centro della comunità.


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