Musica

Arenas – Mediterranean Jazz Lab»: il seminario internazionale diretto dal chitarrista Bebo Ferra Il percorso unirà lezioni individuali, musica d’insieme, jam session e concerti, con sei docenti di diversa provenienza

Cinque giorni tra jazz, improvvisazione e musiche del Mediterraneo. Dal 20 al 24 ottobre 2026 Quartu Sant’Elena ospiterà la prima edizione di Arenas – Mediterranean Jazz Lab, seminario internazionale diretto dal chitarrista Bebo Ferra, nato per mettere in dialogo il linguaggio del jazz con suoni, tradizioni e culture musicali del Mediterraneo.

Il percorso unirà lezioni individuali, musica d’insieme, jam session e concerti, con sei docenti di diversa provenienza: Roberto Taufic, Salvatore Maiore, Daniela Spalletta, Fabrizio Cassol, Diogo Q. Alexandre e Noé Clerc.

Il Mediterraneo come spazio di ricerca

Alla base di Arenas c’è l’idea dell’incontro: il Mediterraneo come luogo di contaminazione tra culture e il jazz come musica fondata sull’ascolto, sull’improvvisazione e sul dialogo. «Arenas – spiega Bebo Ferra – nasce con l’idea di trovare un punto d’incontro tra il jazz e la cultura mediterranea . Entrambi hanno qualcosa di molto importante in comune: l’incontro». Il progetto, aggiunge, vuole essere «un’esperienza di condivisione, ricerca e contaminazione», nella quale musicisti e studenti possano confrontarsi con linguaggi differenti e lasciarsi influenzare da essi. Anche il nome richiama questa filosofia: «arenas» in sardo significa sabbia, una materia che cambia forma e si ricompone, scelta come metafora di una musica costruita attraverso l’incontro.

Nel segno di Francesco Sotgiu

La prima edizione sarà dedicata a Francesco Sotgiu, batterista, polistrumentista, compositore e arrangiatore sardo che ha attraversato jazz, sperimentazione e ricerca sulla musica popolare tradizionale della Sardegna, collaborando con artisti come Kenny Wheeler, John Taylor, Mal Waldron, Bobo Stenson, David Liebman, Enrico Rava, Paolo Fresu e Franco D’Andrea.

Arenas raccoglie anche un legame musicale con Internòs, esperienza condivisa da Sotgiu, Ferra e Maiore insieme a Paolo Fresu.

Sei docenti, sei percorsi

Roberto Taufic, chitarrista di origini honduregne e palestinesi, cresciuto in Brasile e attivo in Italia dal 1990, porterà il suo percorso tra jazz e musica brasiliana.

Salvatore Maiore, contrabbassista e violoncellista sardo, proporrà anche il lavoro sul violoncello nel jazz, elemento peculiare della formazione.

La voce sarà quella di Daniela Spalletta, cantante, compositrice e arrangiatrice siciliana, mentre dal Belgio arriverà il sassofonista e compositore Fabrizio Cassol, da anni impegnato nella ricerca tra jazz e culture musicali extraeuropee.

Completeranno il gruppo il batterista portoghese Diogo Q. Alexandre, attivo nella scena jazz e dell’improvvisazione europea, e il fisarmonicista e compositore francese Noé Clerc, il cui percorso intreccia jazz e differenti tradizioni musicali mediterranee.

La scelta dei docenti riflette l’obiettivo di mettere nello stesso spazio esperienze provenienti da Belgio, Portogallo, Francia, Sardegna e Sicilia, insieme al percorso di Taufic tra Honduras, radici palestinesi, Brasile e Italia.

Dallo strumento al palco

Le mattine del 20-24 ottobre saranno dedicate alle lezioni: chitarra, contrabbasso e violoncello, voce, sassofono, batteria e fisarmonica. Nel pomeriggio il lavoro proseguirà con la musica d’insieme, articolata in tre classi affidate a coppie di docenti.

Le jam session in via Eligio Porcu saranno aperte alla città, coinvolgendo partecipanti, docenti, musicisti e pubblico. La sera il programma si sposterà al The Old Tipsy, in via Gabriele D’Annunzio 14, per i concerti.

Il 21 ottobre saliranno sul palco Daniela Spalletta, Roberto Taufic e Francesca Corrias. Il 22 ottobre sarà la volta di Fabrizio Cassol, Noé Clerc e Diogo Q. Alexandre. Il 23 ottobre toccherà a Bebo Ferra, Salvatore Maiore e Fabrizio Cassol.

Il 24 ottobre, infine, saranno gli allievi a esibirsi nel concerto conclusivo, restituendo al pubblico il lavoro sviluppato durante il seminario.

«Arenas è formazione, ricerca, creatività, ma soprattutto condivisione», sintetizza Ferra. Ed è proprio nella dimensione collettiva che il progetto individua il proprio elemento centrale: lo studio individuale dello strumento che diventa confronto, pratica d’insieme e improvvisazione.

Iscrizioni e informazioni

Arenas è rivolto a musicisti, studenti di conservatorio e professionisti interessati ad approfondire jazz e musiche del Mediterraneo attraverso pratica strumentale, ascolto, improvvisazione e lavoro condiviso.


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