RAPPORTO

Ecomafia, calano i reati ma cresce il business illegale Il rapporto di Legambiente: oltre 113 mila violazioni ambientali nel 2025. La Sardegna sale al sesto posto in Italia. Al via anche la nuova mobilitazione “Ecogiustizia subito”

(foto sito Legambiente)

Calano i reati ambientali, ma cresce il business delle ecomafie. È quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, presentato nell’ambito della campagna “Ecogiustizia subito”, promossa dall’associazione per chiedere più controlli e norme più efficaci a tutela dell’ambiente.

Nel 2025 sono stati accertati in Italia 35.735 reati ambientali, il 12 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Aumentano però gli illeciti amministrativi: complessivamente le violazioni superano quota 113 mila, una ogni meno di cinque minuti.

A trainare l’illegalità è soprattutto il ciclo dei rifiuti, con oltre 10.900 reati. In crescita anche gli incendi negli impianti di gestione, aumentati di quasi il 25 per cento.

Nonostante il calo dei reati, cresce il giro d’affari delle ecomafie, che raggiunge gli 11 miliardi e mezzo di euro, oltre due miliardi in più rispetto al 2024.

Il Mezzogiorno si conferma l’area più colpita, con Campania, Sicilia, Puglia e Calabria ai primi posti. La Sardegna sale al sesto posto nazionale, con 2.240 reati ambientali e oltre 6 mila illeciti amministrativi.

Con la campagna “Ecogiustizia subito”, Legambiente rilancia le richieste al Governo: più risorse e controlli contro l’abusivismo edilizio, il pieno recepimento delle norme europee sui reati ambientali e un rafforzamento della lotta alla corruzione legata alle attività con impatto sull’ambiente.


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