
Le piccole imprese sarde fanno i conti con un costo del credito tra i più elevati d’Italia e con una progressiva riduzione dei finanziamenti bancari. A fotografare la situazione è un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, realizzata sui dati della Banca d’Italia, dalla quale emerge un calo del 4,6% dei prestiti alle piccole imprese dell’Isola e del 3,1% considerando il totale delle attività produttive. A livello nazionale la flessione è rispettivamente del 4,3%, mentre il totale registra un aumento del 2,2%.
In Sardegna alle piccole imprese produttrici viene applicato un Tasso annuale effettivo (Tae) del 10,6%, contro il 6,1% delle grandi realtà manifatturiere, con un divario di 450 punti base. Considerando tutte le imprese, il tasso medio è del 6,50%, tra i più alti in Italia.
Il quadro resta critico anche nei diversi comparti: il Tae raggiunge il 6,95% nelle costruzioni, il 6,97% nei servizi e il 5,46% nel manifatturiero esteso. Dal 2022 al primo trimestre 2026 il costo dei finanziamenti è ulteriormente aumentato.
«La nostra rilevazione conferma come la stretta monetaria continui a produrre effetti particolarmente gravosi sulle micro e piccole imprese – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – una situazione che penalizza il cuore del sistema produttivo isolano e ne riduce la capacità di investire, innovare e creare occupazione».
Secondo il presidente «l’aumento dei tassi di interesse deciso dalla Banca Centrale Europea rischia di trasformarsi in un ulteriore freno agli investimenti delle micro e piccole imprese, proprio nel momento in cui alle aziende viene chiesto di accelerare sulle transizioni digitale ed ecologica».
Per Confartigianato, infatti, il problema non riguarda soltanto il costo del denaro, ma anche l’accesso al credito. «Quando il credito diventa più costoso o più difficile da ottenere, sono proprio queste realtà a subire le conseguenze maggiori – aggiunge Meloni – significa rinviare l’acquisto di nuovi macchinari, rallentare gli investimenti nelle tecnologie digitali, posticipare i progetti di efficientamento energetico e, in alcuni casi, rinunciare a opportunità di crescita».
Infine l’appello al sistema bancario: «Come Confartigianato Sardegna, da anni chiediamo al sistema bancario di tornare a svolgere pienamente il proprio ruolo di sostegno all’economia reale – conclude il presidente – valutando il merito imprenditoriale e la storia aziendale e senza affidarsi esclusivamente a rigidi algoritmi. Le micro e piccole imprese non rappresentano un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare: tutelarle significa difendere il lavoro, il territorio e il futuro delle nostre comunità».
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