
Il segretario della Cisl Pier Luigi Ledda | Foto Facebook CISL sarda
«I lavoratori i cui ammortizzatori si esauriscono devono avere continuità nel sostegno al reddito. Le famiglie non possono aspettare i tempi del rilancio industriale». È la richiesta del segretario generale della Cisl Sardegna, Pier Luigi Ledda, nel primo confronto con la Regione su Defr e manovra, presieduto dal vicepresidente e assessore al Bilancio Giuseppe Meloni.
Con il segretario regionale Mirko Idili, Ledda ha presentato un documento sulle emergenze del lavoro e dello sviluppo, dalle vertenze di Porto Torres, Sulcis-Portovesme e dell’alluminio a Tiscali e alle commesse Sky. «Occorre un Piano industriale regionale con investimenti, responsabilità e tempi verificabili. Disponibilità e costo dell’energia sono decisivi per il futuro dei poli produttivi».
Il sindacato richiama anche il problema dei salari. Secondo il rapporto del Centro Studi “Giannetto Lay”, nel 2023 la retribuzione media annua dei dipendenti sardi è stata di 17.642 euro, contro i 23.630 euro della media italiana. La Cisl chiede rinnovi contrattuali, formazione, incentivi e appalti orientati a occupazione stabile e sicurezza.
Tra le proposte anche il Patto regionale Lavoro, Competenze e Sviluppo e “Sardegna Isola delle Competenze”. «Per giovani e donne un’opportunità deve diventare un progetto di vita: servono anche una casa, trasporti e servizi per l’infanzia e la cura».
Attenzione infine a sanità e welfare, con la richiesta di verificare il Protocollo del 4 agosto 2025 su personale, liste d’attesa e assistenza territoriale. Cgil, Cisl e Uil chiedono alla presidente Alessandra Todde un tavolo su sviluppo, lavoro e competenze. «Chiediamo di condividere una visione della Sardegna e tradurla in scelte, risorse e tempi».
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