Ripensare l’assistenza agli anziani fragili significa andare oltre la malattia e rimettere al centro la persona, le sue relazioni e la possibilità di continuare a vivere esperienze significative. È la visione di Claudia Murru, medico specialista in medicina preventiva, direttrice sanitaria della Residenza Anni d’Oro e componente del direttivo di AIP Sardegna, che richiama l’importanza di un modello di cura fondato su autonomia, sicurezza e umanizzazione.
La crescente presenza di persone con demenza nelle strutture residenziali richiede ambienti adeguati, operatori preparati e percorsi assistenziali capaci di rispondere a bisogni sempre più complessi. «La vita delle persone con demenza deve essere riportata a una quotidianità che sia vita e non solo malattia», sottolinea Murru, evidenziando la necessità di riconoscere la storia individuale, gli affetti e le relazioni di ciascuno.
Prendersi cura di una persona anziana significa accompagnarla nel tempo, spesso per anni. Non bastano le terapie e la riabilitazione: occorre un progetto complessivo che valorizzi le capacità residue e tenga conto della dimensione emotiva e sociale.
Un principio che si riflette anche nell’organizzazione degli spazi. «Le persone devono essere rese molto più libere, ma comunque protette», afferma Murru, richiamando l’importanza di superare le pratiche restrittive e favorire soluzioni che garantiscano sicurezza senza compromettere inutilmente l’autonomia. Giardini, orti aromatici, attività tattili e stimoli sensoriali possono contribuire a mantenere attive le capacità cognitive e motorie, offrendo occasioni di movimento e benessere.
Alla Residenza Anni d’Oro, che comprende una comunità alloggio e una comunità integrata, anche il mare diventa un’opportunità di partecipazione. Grazie all’accesso diretto alla spiaggia, i residenti possono svolgere attività all’aperto accompagnati dal personale e, quando possibile, fare il bagno insieme ai familiari. Esperienze che aiutano a superare le barriere fisiche e a riscoprire momenti di libertà e condivisione.
Un ruolo fondamentale è affidato anche alle famiglie, parte integrante del percorso assistenziale. Attraverso attività come la ginnastica, il teatro e le feste condivise, la struttura promuove occasioni di incontro che mantengono vivi i legami e sostengono i caregiver, spesso chiamati ad affrontare le difficoltà quotidiane legate alla demenza.
Per Murru è inoltre indispensabile rafforzare la formazione sulla long-term care, coinvolgendo non soltanto medici, infermieri e operatori sociosanitari, ma anche familiari e cittadini. Comprendere la demenza, riconoscerne le manifestazioni e sapere come affrontare le situazioni più difficili può contribuire a ridurre isolamento e pregiudizi.
In questa direzione si muove anche AIP Sardegna, con iniziative contro la solitudine e attività come il Caffè Alzheimer, pensate per promuovere informazione, socialità e partecipazione. Tra le prospettive future c’è inoltre l’idea di organizzare un Alzheimer Fest a Cagliari, proposta lanciata dal professor Marco Trabucchi e accolta da Murru come uno stimolo per nuove iniziative sul territorio.
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