La vertenza

Sanità, proteste e scioperi: i lavoratori chiedono assunzioni e diritti Dall’Aou di Sassari al Santissima Trinità, mobilitazioni e vertenze sindacali denunciano carenze di personale, contratti bloccati e difficoltà organizzative

La manifestazione sotto il palazzo del Consiglio regionale (foto FB Cisl FP Sassari)

La sanità sarda è attraversata da una stagione di proteste che coinvolge medici, infermieri, amministrativi e operatori sociosanitari. Al centro delle rivendicazioni ci sono carenze di personale, disagi organizzativi, condizioni di lavoro difficili e questioni contrattuali ancora irrisolte. Problemi che, secondo i lavoratori, rischiano di compromettere anche la qualità dell’assistenza ai pazienti.

Allo sciopero dei dipendenti dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari hanno aderito tutte le sigle sindacali, che si sono trasferite a Cagliari per manifestare sotto il Consiglio regionale. Tra le criticità segnalate figurano il sovraffollamento dei reparti, il ricorso a letti aggiuntivi e barelle, la carenza di organico e l’uscita di professionisti dall’Azienda. Restano inoltre aperte le vertenze sulle progressioni economiche, sulla produttività, sul salario accessorio e sul pagamento delle ore aggiuntive.

«La problematica dei fondi di produttività si trascina da vent’anni e riguarda almeno 600 persone», afferma Michele Bottaru della Cimo. Le risorse, sottolinea, sono ancora bloccate in attesa della certificazione dei revisori dei conti. Una situazione che contribuisce a rendere meno attrattivo il lavoro in sanità, spingendo soprattutto i medici più giovani a lasciare il servizio.

Sulla protesta è intervenuto anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, che ha criticato l’assenza della presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità Alessandra Todde. In serata, la Regione ha comunicato che le delegazioni erano state ricevute dal capo di gabinetto dell’assessorato, Stefano Ferreli.

In via Roma hanno manifestato anche gli idonei del concorso Ares per operatori sociosanitari, contestando il rallentamento dello scorrimento della graduatoria e il ricorso al lavoro interinale. Nel mirino anche il disegno di legge regionale che prevede procedure selettive per la stabilizzazione. «Non accetteremo che il merito e la legalità di un concorso pubblico vengano calpestati», avvertono.

La mobilitazione proseguirà lunedì con un sit-in organizzato da Fp Cgil, Cisl Fp, Fials e Ugl Cagliari, dalle 9 nel giardino dell’ospedale Santissima Trinità. I sindacati chiedono assunzioni stabili, carichi di lavoro sostenibili e maggiori tutele. Anche la Rsu Ares sollecita l’attuazione dell’atto aziendale, il riconoscimento degli istituti contrattuali e indicazioni chiare sul futuro organizzativo dell’Azienda.


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