
Migliorare la gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e di quelli recuperati in mare, mantenendo l’attuale organizzazione dei servizi portuali. È l’obiettivo del Piano generale predisposto dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sardegna, per il quale la Giunta regionale ha espresso una valutazione di coerenza con il Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali.
Il provvedimento, proposto dall’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, riguarda gli scali di Cagliari, Foxi-Sarroch, Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres, Oristano, Santa Teresa Gallura, Portovesme e Arbatax. La valutazione regionale rientra nelle procedure previste dal decreto legislativo 197 del 2021, che recepisce la direttiva europea sugli impianti portuali di raccolta dei rifiuti delle navi.
Il Piano introduce aggiornamenti tecnici e funzionali per rendere i servizi più efficienti e accessibili e uniformare le modalità di gestione nei diversi porti. Tra le novità figurano nuove aree attrezzate per il deposito temporaneo dei rifiuti, con particolare attenzione a quelli accidentalmente pescati e a quelli raccolti volontariamente durante le attività di pulizia del mare.
Le aree saranno individuate in base agli spazi disponibili, alle infrastrutture, al traffico navale e alle esigenze operative. Saranno utilizzate esclusivamente per lo stoccaggio prima del conferimento a soggetti terzi: non sono previsti nuovi impianti di trattamento.
L’analisi dei dati storici ha evidenziato quantitativi complessivamente contenuti, flussi discontinui e variazioni stagionali, elementi che al momento non giustificano la realizzazione di impianti fissi dedicati nella maggior parte degli scali interessati.
«La gestione dei rifiuti nei porti richiede servizi adeguati alle esigenze delle navi e attenzione alla tutela dell’ambiente», afferma Laconi, spiegando che l’aggiornamento tiene conto dei conferimenti effettivi e delle caratteristiche dei singoli scali. L’assessora sottolinea inoltre l’importanza di predisporre spazi idonei per i materiali recuperati in mare, così da agevolarne il corretto conferimento una volta portati a terra.
L’istruttoria regionale si è conclusa positivamente. L’intervento è stato qualificato come adeguamento tecnico-funzionale dei piani esistenti e non è stato ritenuto soggetto alla verifica di assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica.
La pronuncia della Giunta conclude la valutazione regionale sulla coerenza del documento. L’approvazione e l’attuazione del Piano restano di competenza dell’Autorità portuale, che dovrà anche garantire agli operatori informazioni sui servizi disponibili e sulle tariffe applicate.
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