L'iniziativa

Nasce «Il Sole insieme», la prima comunità energetica solidale in Sardegna Il progetto è sostenuto da Fondazione Terna con la collaborazione tra Arcidiocesi, Confcooperative Sardegna e Fratello sole

Produrre energia rinnovabile e trasformarne i benefici economici in interventi concreti a favore delle persone più fragili. È la sfida di «Il Sole insieme», la prima comunità energetica rinnovabile solidale della Sardegna, nata nella provincia di Cagliari nell’ambito del progetto «Energia comunitaria», sostenuto da Fondazione Terna, grazie alla collaborazione tra Arcidiocesi, Confcooperative Sardegna e Fratello sole. Costituita alla fine dello scorso luglio, dopo un percorso avviato nel 2025, la cooperativa, organizzata come impresa sociale, conta circa quindici soci. A fare il punto sul progetto è stato Gilberto Marras, direttore generale di Confcooperative Sardegna e amministratore delegato della comunità energetica. L’obiettivo è coniugare sostenibilità ambientale e giustizia sociale, destinando le risorse generate dalla produzione energetica e dagli incentivi del Gse a iniziative educative, percorsi di inclusione e interventi contro la povertà energetica, anche attraverso la rete delle Caritas. «In vent’anni – ha spiegato Marras, illustrando le previsioni del piano finanziario, al netto dei costi di funzionamento – dovremmo riuscire a sviluppare circa un milione e 800.000 euro di interventi in politiche sociali a servizio delle comunità». Dopo la costituzione della cooperativa, l’impegno si concentra sul reperimento delle risorse necessarie per acquistare le tecnologie di produzione energetica. Sono in corso interlocuzioni con la Fondazione di Sardegna e la Fondazione con il Sud, alle quali è stata presentata la proposta progettuale.
L’iniziativa si inserisce nell’impegno della Chiesa di Cagliari per una Pastorale capace di rispondere ai bisogni quotidiani. «Le azioni di Pastorale – ha ricordato richiamando l’insegnamento dell’arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi – si devono toccare con mano, si devono costruire giorno per giorno nella vita concreta delle persone». Particolare attenzione è rivolta alla povertà energetica, che costringe alcune famiglie a rinunciare al riscaldamento e persino al necessario per cucinare. Il progetto guarda inoltre all’inclusione lavorativa dei giovani, al recupero degli spazi pubblici e alla valorizzazione di siti culturali. Infine, l’appello a coinvolgere sempre più realtà del territorio: «Ci piacerebbe molto che i parroci, gli imprenditori, tante famiglie guardassero a questa esperienza come un’occasione per fare del bene». Un modello nel quale la transizione energetica diventa anche uno strumento di solidarietà e partecipazione, capace di generare benefici duraturi per l’intera comunità.

Andrea Pala (articolo pubblicato su Kalaritana Avvenire dell’11 ottobre)


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