Cinema

«Giudicesse», al Castello di Sanluri il primo film dedicato alle donne della Sardegna medievale I tre film raccontano le protagoniste femminili della storia giudicale attraverso linguaggi e prospettive differenti

Tre film per riscoprire le donne della Sardegna giudicale e riflettere sul loro ruolo nella società, dal Medioevo a oggi. È il progetto «Giudicesse», promosso dalla Fondazione Umanitaria Sardegna, che utilizza il linguaggio cinematografico per valorizzare una pagina significativa della storia e della cultura dell’Isola.

Il percorso prende il via oggi al Castello di Sanluri con la presentazione e la proiezione di Le Giudicesse Volume 1, diretto da Paolo Carboni e sceneggiato da Gianluca Medas, che sarà presente alla serata.

Il programma inizia con una visita guidata al Castello riservata ai partecipanti. Alle 19.30 sono previsti i saluti istituzionali, seguiti dagli interventi di Giuseppe Bandino, presidente dell’Associazione Arcieri Storici Sanluri, e Paolo Serra, direttore regionale dei Centri servizi culturali, in rappresentanza della Fondazione Umanitaria Sardegna. Seguiranno la presentazione del film con Gianluca Medas e, alle 20.15, la proiezione. La serata si concluderà alle 21 con un aperitivo.

Realizzati tra il 2018 e il 2022 dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, con il finanziamento dei fondi cineportuali della Regione Sardegna, i tre film raccontano le protagoniste femminili della storia giudicale attraverso linguaggi e prospettive differenti.

Dopo il primo appuntamento, il progetto proseguirà nei prossimi mesi con Le Giudicesse Volume 2, diretto ancora da Paolo Carboni e sceneggiato da Gianluca Medas e Maria Grazia Perria, e con Giudicesse, diretto da Chiara Sulis e sceneggiato da Maria Grazia Perria.

L’iniziativa punta a riportare al centro della memoria collettiva figure femminili che hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’Isola. Le loro vicende diventano anche un’occasione per interrogarsi sulla partecipazione delle donne alla vita culturale, sociale e civile della Sardegna, sulla possibilità di esercitare autorità e incidere nei processi decisionali e sulle trasformazioni del loro ruolo nel corso dei secoli.

Senza sovrapporre epoche e contesti diversi, «Giudicesse» propone così un dialogo tra passato e presente, affidando alla memoria storica il compito di offrire nuove prospettive per leggere la società sarda contemporanea.


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