
Un momento del dibattito in Consiglio regionale | Foto Regione Sardegna
Nell’aula del Consiglio regionale ieri il sì definitivo al nuovo Piano regionale dei servizi alla persona 2026-2028, con 32 voti favorevoli e 20 astenuti tra i banchi dell’opposizione. Il documento stabilisce indirizzi e obiettivi strategici delle politiche sociali e sociosanitarie per il prossimo triennio, con a disposizione circa 1,6 miliardi di fondi. Tra le priorità della programmazione figurano il contrasto alla povertà, il sostegno alla non autosufficienza, l’inclusione delle persone con disabilità, le politiche per gli anziani, il supporto alle famiglie e ai giovani, il diritto alla casa e il contrasto alla violenza di genere. Il piano, adottato dalla Giunta a giugno scorso, ha coinvolto attraverso diversi incontri territoriali e istituzionali gli Ambiti PLUS, le Aziende sociosanitarie, gli enti locali, le Direzioni regionali competenti e le organizzazioni del Terzo settore. «Questo è un Piano condiviso, perché è stato costruito attraverso l’ascolto dei territori», ha dichiarato la Presidente della Regione Alessandra Todde nel suo intervento in Aula.
Prima dell’approvazione del Piano dei servizi alla persona non sono mancate le polemiche tra opposizione e Giunta sulla gestione della sanità regionale. Al centro dello scontro la questione legata alla nomina dei manager Asl, il reintregro del dg Roberto Massazza all’Asl di Cagliari e la lettera del dg Schael proprio verso i manager. Schael che negli ultimi giorni è stato al centro di polemiche anche per una possibile inchiesta della Procura di Chieti. Todde ha difeso il direttore generale e le sue scelte: «Se l’assessorato dà delle linee guida – ha affermato Todde – è compito del direttore della Sanità controllare se vengono attuate. Non è una minaccia, ma agire secondo responsabilità».
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