Cinema

«Cainà», il cinema muto rivive con le musiche dal vivo di Mauro Palmas Il 24 ottobre all’Auditorium del Conservatorio il film di Gennaro Righelli del 1922, accompagnato dalla partitura originale del compositore sardo

Le immagini in bianco e nero di un film girato in Sardegna oltre un secolo fa tornano a incontrare la musica dal vivo. Sabato 24 ottobre, alle 20.30, l’Auditorium del Conservatorio di Cagliari ospiterà il cineconcerto di «Cainà», il film muto diretto da Gennaro Righelli nel 1922 e accompagnato dalle musiche originali composte da Mauro Palmas.

L’appuntamento si inserisce nelle iniziative per i sessant’anni della Cineteca Sarda, impegnata dal 1966 nella ricerca, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Il progetto del cineconcerto nacque proprio su impulso della Cineteca per restituire al pubblico un’opera significativa nella storia del cinema e nella memoria culturale dell’Isola.

Il recupero di un film ritrovato a Praga

Interpretato da Maria Jacobini e conosciuto anche con il titolo «Cainà ovvero l’Isola e il Continente», il film fu ritrovato nel 1990 alla Cineteca di Praga da Livio Jacob e Vittorio Martinelli. La pellicola, muta e in bianco e nero, conservava le didascalie in lingua ceca ed era allora l’unica copia conosciuta dell’opera.

Dopo la prima proiezione alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone nel 1991, il film arrivò alla Cineteca Sarda. Da qui prese forma il progetto di restauro e di realizzazione dell’edizione italiana, sviluppato in collaborazione con la Cineteca del Friuli grazie all’impegno di Fabio Masala e al contributo della Banca CIS.

Il percorso culminò il 23 novembre 1995 al Teatro Alfieri di Cagliari, con la presentazione della versione restaurata e delle musiche composte appositamente da Mauro Palmas ed eseguite dal vivo da un ensemble riunito per l’occasione. A oltre trent’anni da quel debutto, il cineconcerto torna nel capoluogo con un organico rinnovato e una partitura aggiornata alla luce delle successive esperienze del progetto e del nuovo restauro delle immagini.

La fuga di Cainà e il richiamo del mare

Al centro della storia c’è una giovane donna che vive in un paese della Sardegna e sogna di liberarsi da un’esistenza che le sta stretta. Quando un bastimento approda nei pressi del villaggio, Cainà si nasconde a bordo per raggiungere il continente. Il viaggio, però, si trasforma in una successione di prove dolorose: alle difficoltà della traversata si aggiungono le insidie incontrate una volta arrivata a destinazione e le conseguenze drammatiche della sua fuga.

Rientrata in Sardegna, la protagonista viene respinta dalla famiglia e dalla comunità, fino a un epilogo tragico che la riconduce al mare.

La partitura di Palmas accompagna il racconto intrecciando sonorità della tradizione musicale sarda con ritmi e richiami arabi e maghrebini. La musica amplifica le tensioni e le atmosfere del film, dialogando con la forza espressiva delle immagini e con le interpretazioni degli attori.

Dopo il debutto del 1995, accolto da un pubblico numeroso ed entusiasta, il progetto è stato riproposto in numerose occasioni in Italia e all’estero, con differenti soluzioni d’organico. Le musiche hanno avuto anche una vita discografica, con una pubblicazione realizzata in Germania nel 2001.

Per la nuova esecuzione, Mauro Palmas sarà al liuto cantabile, alla mandola e al mandoloncello. Con lui sul palco Alessandro Foresti al pianoforte, Giacomo Vardeu all’organetto diatonico, Marco Argiolas al clarinetto e al sassofono, Silvano Lobina al basso e Andrea Ruggeri alla batteria. Completerà l’ensemble un quartetto d’archi composto da Mauro Fabbrucci e Vieri Bugli ai violini, Marcello Puliti alla viola e Damiano Puliti al violoncello.

Due giornate dedicate al futuro degli archivi

Il cineconcerto concluderà due giornate di convegno, in programma venerdì 23 e sabato 24 ottobre negli spazi della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta 2, a Cagliari. Studiosi, operatori culturali e rappresentanti di cineteche e istituzioni si confronteranno sulla storia della Cineteca Sarda, sul percorso avviato da Fabio Masala e sulle prospettive degli archivi audiovisivi.

Venerdì, dalle 9.30, i lavori saranno dedicati a «Fabio Masala e la nascita della Cineteca Sarda. Costruire una memoria audiovisiva della Sardegna». Dopo i saluti istituzionali e la proiezione del filmato «Nuovo pubblico: 15 anni in 16 millimetri» di Maria Piera Mossa, realizzato per la Rai nel 1981, sono previsti interventi e testimonianze sulla storia del cinema nell’Isola. Nel pomeriggio si parlerà delle attività attuali della Cineteca: digitalizzazione e restauro, cinema di famiglia, progetti con le scuole, mediateca e collaborazioni con altre realtà regionali.

Sabato, sempre dalle 9.30, il confronto proseguirà con «Il futuro degli archivi. Digitalizzazione, accessibilità, nuove sfide degli archivi audiovisivi». La mattinata coinvolgerà rappresentanti della Cineteca del Friuli, del Museo Nazionale del Cinema di Torino, della Cineteca di Bologna, della Cineteca Nazionale, della Cineteca di Milano e dell’AAMOD. Una seconda sessione approfondirà gli archivi dei film di famiglia, il progetto digitale NARA e le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio audiovisivo.

Il ritorno di «Cainà» assume così un significato che va oltre la riproposizione di un film storico: è l’esempio di come il lavoro degli archivi possa riportare alla luce opere dimenticate e restituirle alla collettività attraverso nuove forme di fruizione, in un dialogo tra memoria cinematografica, musica e identità culturale.


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