
Un camion coinvolto in un grave incidente nella statale 131
Incidenti stradali in aumento, ma mortalità in diminuzione. Questo il primo dato che il report ACI-ISTAT consegna sia per quanto riguarda l’intera Italia che il resto della Sardegna aggiornati ad ottobre 2025 con i dati sulle province italiane.
Secondo il report, in Sardegna si sono registrati 3.624 incidenti, 100 morti e 5.037 feriti. Rispetto al 2024, il dato dei decessi è in sottile miglioramento – 113 i morti nelle strade sarde nel 2024 – ma il numero degli incidenti è aumentato per il terzo anno di fila (+1,1% rispetto al 2024, mentre nel 2023 gli incidenti erano stati 3.391). Nella provincia di Cagliari, l’aumento dei sinistri è più marcato, con i dati consolidati del biennio 2023-2024 che tra i due anni sottolineano un aumento degli incidenti del 15,2%. A preoccupare è però anche la gravità degli incidenti nelle province di Nuoro e del Sud Sardegna, che nel 2025 hanno visto dati piuttosto critici: ogni mille incidenti, Nuoro ha fatto fa registrare un dato statistico di 52,8 morti, 51,7 morti invece il Sud Sardegna. Dati che riportano l’attenzione sulla condizione delle strade e sul comportamento di chi guida, che secondo i dati rappresenta il principale motivo dei sinistri (oltre il 43%). Tra le circostanze più ricorrenti figurano la distrazione alla guida, il mancato rispetto delle precedenze e dei semafori, ma anche la velocità troppo elevata e le manovre irregolari.
«È fondamentale continuare a promuovere il messaggio dell’educazione stradale, perché non possiamo accettare che in Italia si continui a perdere la vita mentre si esercita una delle libertà più importanti della nostra società: quella di muoversi», ha dichiarato Antonello Fiori, Presidente dell’Automobile Club Cagliari. «Il costo sociale che paghiamo è troppo alto – ha continuato il presidente di ACI Cagliari – non soltanto dal punto di vista economico, ma soprattutto sotto il profilo umano e sociale. Dietro ogni vittima c’è una famiglia, una comunità, una storia che viene interrotta. Ed è proprio per questo che l’educazione stradale deve smettere di essere considerata soltanto un insieme di regole da conoscere per conseguire la patente e diventare un autentico valore sociale, un principio di responsabilità e di rispetto verso se stessi e verso gli altri».
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