Iniziative

Galleria Henry, il trenino si prepara a ripartire dopo la manutenzione Il convoglio turistico attraversa la storica miniera. Il servizio è fermo da oltre un anno: il ritorno in funzione è previsto nei prossimi mesi

Il trenino della Galleria Henry si prepara a tornare in servizio. Dopo oltre un anno di stop, il convoglio che accompagna i visitatori nel cuore della storica miniera di Buggerru sarà sottoposto a un importante intervento di manutenzione, affidato alla Valente S.p.A., azienda italiana specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi ferroviari per miniere, gallerie e cantieri.

L’intervento, affidato dal Comune di Buggerru e finanziato dalla Regione Sardegna, riguarda il locomotore elettrico alimentato a batterie e le carrozze utilizzate per le visite turistiche. L’obiettivo è ripristinare le condizioni di efficienza e sicurezza del mezzo, consentendo di riprendere nei prossimi mesi un servizio che rappresenta una componente fondamentale dell’esperienza di visita del sito minerario.

A bordo del trenino, il pubblico può percorrere circa un chilometro e mezzo dell’antico tracciato ferroviario che collegava i cantieri di estrazione agli impianti di lavorazione. Un viaggio nella montagna che permette di riscoprire, attraverso le testimonianze materiali e gli ambienti della miniera, una delle pagine più significative della storia industriale della Sardegna.

«Per noi è particolarmente significativo intervenire su un mezzo che tiene viva la memoria della grande stagione mineraria italiana», sottolinea Alberto Menoncello, presidente e amministratore delegato di Valente. «Le competenze sviluppate in oltre un secolo di attività nelle miniere e nelle gallerie trovano qui un’applicazione diversa, ma importante: garantire affidabilità e continuità a un’infrastruttura che racconta la storia industriale del Paese».

Un locomotore elettrico nel cuore della montagna

Una delle peculiarità del convoglio è l’alimentazione a batterie di trazione, una soluzione particolarmente adatta agli ambienti sotterranei aperti al pubblico. A differenza dei mezzi con motore Diesel, il locomotore elettrico non produce emissioni allo scarico durante la marcia, caratteristica importante per operare all’interno della galleria.

Anche l’aspetto del trenino richiama la tradizione mineraria: le linee del mezzo si ispirano a quelle degli antichi locomotori impiegati nelle miniere. A rafforzare il legame con il passato contribuisce un dispositivo che riproduce artificialmente l’effetto del fumo delle vecchie locomotive a vapore, creando un suggestivo richiamo alla storia del trasporto su rotaia nei siti estrattivi.

Il convoglio rappresenta così un punto d’incontro tra archeologia industriale e tecnologia contemporanea, coniugando la ricostruzione dell’atmosfera del passato con soluzioni tecniche adatte alle esigenze di una moderna fruizione turistica.

Un patrimonio da valorizzare

La Galleria Henry è uno dei luoghi simbolo dell’archeologia industriale sarda. Realizzata per servire la miniera di Planu Sartu, contribuì allo sviluppo di Buggerru, che tra Ottocento e Novecento divenne uno dei principali centri minerari dell’isola.

Dopo la cessazione dell’attività estrattiva negli anni Settanta, il complesso è stato recuperato e destinato alla fruizione culturale e turistica. Oggi fa parte del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna e costituisce una testimonianza di grande valore della storia economica e sociale del territorio.

Fondata nel 1919, Valente S.p.A. opera da oltre un secolo nel settore della movimentazione su rotaia, realizzando locomotori, vagoni e sistemi ferroviari destinati a contesti complessi, dalle attività minerarie alle grandi opere infrastrutturali. L’azienda è impegnata sia nel recupero turistico di siti minerari storici sia in progetti legati all’estrazione contemporanea, tra cui il rilancio della miniera di fluorite di Silius, in Sardegna.

Il ritorno in funzione del trenino rappresenta un passaggio importante per la valorizzazione della Galleria Henry. Il ripristino del convoglio consentirà infatti di recuperare una modalità di visita strettamente legata alla storia del sito e di restituire ai turisti uno degli elementi più caratteristici del percorso sotterraneo di Buggerru.


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