
Cinque giorni di cinema, incontri e contaminazioni artistiche per raccontare il presente attraverso storie individuali e collettive. Dall’11 al 15 novembre torna il Carbonia Film Festival, promosso dal CSC Carbonia della Società Umanitaria e diretto da Francesco Giai Via. La manifestazione, ospitata tra la Fabbrica del Cinema nella Grande Miniera di Serbariu e il Cine Teatro Centrale, propone un programma che intreccia nuovo cinema italiano, sguardi internazionali, memoria, musica e arte pubblica. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.
Cuore della manifestazione sarà il concorso dedicato a cinque opere del nuovo cinema italiano: White Lies di Alba Zari, Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti, Idda di Irene Dionisio, Balcanica di Nicola Sorcinelli e I figli della scimmia di Tommaso Landucci. Cinque film che attraversano temi e linguaggi diversi, dalla memoria familiare alla crescita, dalle relazioni femminili alle migrazioni, fino alla disabilità e ai legami tra generazioni. Le proiezioni saranno accompagnate dagli incontri con gli autori.
L’apertura del programma fuori concorso, mercoledì 11 novembre alle 21 alla Fabbrica del Cinema, sarà affidata all’anteprima di “Odio gli indifferenti”, il nuovo documentario di Marco Amenta dedicato ad Antonio Gramsci, nel centenario del suo arresto da parte del regime fascista. Attraverso le lettere scritte durante la prigionia, il film ricostruisce la dimensione privata dell’intellettuale: il rapporto con la moglie Julca, l’affetto per la madre e i figli, i legami familiari spezzati dalla detenzione.
Tra gli ospiti internazionali ci sarà il regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib, che domenica 15 novembre presenterà al Cine Teatro Centrale Chronicles from the Siege, premiato al Festival di Berlino come miglior opera prima. Il film racconta, attraverso una narrazione corale, la vita quotidiana di una città assediata e le scelte estreme imposte dalla guerra. L’omaggio al regista comprenderà anche la proiezione di Little Palestine, Diary of a Siege.
La chiusura di domenica, dalle 21, unirà cinema, musica e racconto con Dimartino, protagonista dello spettacolo I luoghi che ci portiamo dentro, accompagnato sul palco dal cantautore palermitano Fabrizio Cammarata. Un incontro tra parole e musica, in dialogo con il direttore artistico Giai Via, che si inserisce nel percorso solista del musicista siciliano, tornato nel 2026 con il nuovo album L’improbabile piena dell’Oreto.
Accanto alle proiezioni, il festival allargherà lo sguardo alla fotografia e alle arti visive. Mercoledì 11 novembre alle 18, al Museo del Carbone, inaugura la terza edizione di “Sguardi Plurali sull’Italia Plurale”, mostra fotografica dedicata ad autori e autrici under 35 di seconda generazione o con background migratorio. In esposizione i lavori di Ariman Scriba, vincitrice con Grana Beldia, Davide Abbas Pour, Ricardo Aleodor Venturi, Shuai Peng e Jasmin Barri.
Sempre mercoledì, alle 10, sarà inaugurato il nuovo murale realizzato dall’artista Emanuele Boi, in arte Skan, sulla parete frontale della biglietteria del Palazzetto dello Sport. L’intervento, che raccoglie l’eredità del progetto avviato nel 2025 con Camilla Falsini, punta a rafforzare il legame tra il festival e la città attraverso un’opera ispirata a immagini tratte dal catalogo Carbonia in chiaroscuro.
Venerdì 13 novembre alle 18 sarà presentata “Amoramnesia”, installazione audiovisiva del regista e compositore Giorgio Ferrero, realizzata con Rodolfo Mongitore e Carlo Cagnasso per i sessant’anni della Cineteca Sarda. L’opera rielabora materiali provenienti dagli archivi della Società Umanitaria, tra cui immagini dei film Cenere e Cainà, per riflettere sul rapporto tra amore, tempo e memoria. La stessa giornata proporrà anche “Interzone”, performance di musica elettronica dal vivo e animazioni di Tommaso Buldini, in programma in piazza Roma dopo le proiezioni serali.
Spazio anche al cinema prodotto in Sardegna con “Spazio Sardegna”, venerdì 13 alle 18.45 al Cine Teatro Centrale. In programma Doppia Pupilla di Alessandra Atzori e Milena Tipaldo, Una die de pitzinnia di Vittoria Soddu e Il primo suono di Andrea Mura, tre opere che attraversano identità, memoria, paesaggio e radici, con la presenza delle autrici e degli autori.
Il programma comprende inoltre il dj set di Nando Campesi, sabato 14 alle 23.30 al Caffè Impero, e la presentazione dei cortometraggi realizzati dagli studenti della Documentary School, domenica 15 alle 16. Nel pomeriggio sarà proposto anche il teaser di Rolling Dreams. Una squadra, una città, il progetto di Karim Galici dedicato alla storia del Carbonia Calcio.
Domenica mattina, alle 10.30, una visita guidata alla Carbonia razionalista accompagnerà il pubblico alla scoperta della città di fondazione e della sua architettura, con partenza da piazza Roma. Alle 21, prima dello spettacolo conclusivo, spazio alle premiazioni: in palio il Premio del pubblico concorso CFF, del valore di 1.500 euro, e il Premio Ucca Carbonia Cinema Giovani, da 1.000 euro. Sarà inoltre assegnato il Premio Città di Carbonia, riconoscimento istituito nel 2025 per una personalità del cinema capace di coniugare visione artistica e legame con il territorio.
Completano il programma gli appuntamenti di CFF Scuole, con proiezioni e incontri rivolti agli studenti, e le attività formative di Carbonia Cinema Giovani. Un’edizione che rinnova così la vocazione del festival: fare del cinema non soltanto un’esperienza di visione, ma uno spazio di confronto, partecipazione e relazione con la città.
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