
Insoddisfazione della Femca Cisl Sardegna e della Cisl di Sassari dopo la cabina di regia ministeriale sulla chimica verde, convocata oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Roma.
Al centro del confronto il futuro del polo industriale di Porto Torres. Secondo il sindacato, Eni non avrebbe presentato un vero piano industriale, ma soltanto una serie di intenti, rinviando ulteriori chiarimenti al prossimo incontro previsto per gennaio 2027.
La Cisl chiede una revisione radicale del protocollo sulla chimica verde del 2011, giudicato ormai anacronistico. L’obiettivo è garantire una filiera industriale integrata, investimenti certi e nuove prospettive occupazionali.
Nel corso della riunione sono state evidenziate anche le criticità energetiche e le inefficienze nella gestione degli impianti del gruppo Eni.
Forte la preoccupazione per il progressivo ridimensionamento industriale: oltre duecento lavoratori sono già usciti dalla produzione.
Per la Femca Cisl e la Cisl di Sassari, il confronto ministeriale dovrà restare aperto fino alla definizione di un percorso industriale concreto, con il coinvolgimento di Eni, Regione e istituzioni.
La richiesta è chiara: alle promesse devono seguire investimenti, lavoro e sviluppo per Porto Torres e per tutto il nord Sardegna.
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