Il caso

Bonus edilizi e catasto, scattano i controlli su migliaia di case In Sardegna inviate 5.000 lettere dell’Agenzia delle Entrate: rendite da aggiornare dopo le ristrutturazioni incentivate

Un cantiere

Nel territorio regionale migliaia di immobili che negli ultimi anni hanno beneficiato dei bonus edilizi hanno visto crescere il proprio valore, con un effetto diretto sulle rendite catastali che devono essere comunicate al Fisco. Un passaggio che non avviene in automatico e che ha spinto l’Agenzia delle Entrate ad accendere i riflettori su una platea molto ampia di contribuenti.

In questi giorni sono partite circa 5mila lettere di “compliance” indirizzate a proprietari che hanno usufruito di incentivi pubblici per la ristrutturazione degli immobili. Si tratta di comunicazioni che riguardano non solo il Superbonus 110%, ma anche tutti gli altri interventi agevolati: dal bonus ristrutturazioni all’ecobonus, fino al Sismabonus. In Sardegna i potenziali destinatari sono decine di migliaia di famiglie.

L’Agenzia chiarisce che non si tratta di avvisi di accertamento né tantomeno di contestazioni. Le lettere hanno lo scopo di condividere le informazioni in possesso dell’Amministrazione finanziaria e consentire ai contribuenti di verificare se sia necessario aggiornare la rendita catastale dell’immobile. In alternativa, è possibile segnalare elementi o circostanze che escludono l’obbligo di variazione.

Il tema, però, non è secondario. L’omessa o tardiva comunicazione della variazione catastale comporta una sanzione che va da 1.032 a 8.264 euro, calcolata in base al ritardo e all’impatto sull’immobile. Proprio per questo l’Agenzia ha scelto una strategia graduale, partendo dai casi più evidenti: immobili ristrutturati con il Superbonus ma ancora privi di rendita catastale o con valori ritenuti incoerenti rispetto ai costi sostenuti.

Secondo il ministero dell’Economia, «è ragionevole ipotizzare che gli interventi abbiano modificato la consistenza o la categoria catastale degli immobili». L’individuazione è avvenuta anche grazie all’uso di immagini satellitari di Agea sovrapposte alla cartografia catastale, una fase già completata in 60 province che coprono oltre il 65% del territorio nazionale. Un controllo destinato ora ad allargarsi.


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