Il punto

Capodanno a Cagliari, prenotazioni ferme e il turismo fatica a decollare Alberghi e B&B al 30% di occupazione: pesano eventi limitati, promozione tardiva e collegamenti aerei insufficienti

Uno spettacolo in città

Le luci sono accese e i preparativi in piazza sono ormai agli sgoccioli, ma nelle strutture ricettive di Cagliari il clima che precede il Capodanno è tutt’altro che festoso. A poche ore dalla notte di San Silvestro, il tutto esaurito resta lontano e le prenotazioni procedono a rilento, lasciando albergatori e operatori del settore con più di una preoccupazione.

Secondo i dati forniti dalle associazioni di categoria, il tasso di occupazione si ferma intorno al 30%, un valore in linea con gli anni precedenti ma ben lontano dalle aspettative. «Lo stato delle prenotazioni non sorprende: si attesta intorno al 30%, in linea con i numeri registrati nelle stagioni precedenti», spiega Maurizio Battelli, presidente di Extra, l’associazione che rappresenta il comparto extralberghiero. Le speranze sono affidate alle prenotazioni last minute, ma il pienone appare difficilmente raggiungibile.

A lavorare di più, spiegano gli operatori, saranno soprattutto le strutture del centro città e gli alloggi extralberghieri. «Ospiteranno prevalentemente coppie e gruppi di amici in arrivo da altre località dell’Isola», sottolinea Fausto Mura, presidente di Federalberghi Sud Sardegna. La permanenza media resta però limitata a una sola notte, anche a causa dell’assenza di un calendario di eventi distribuiti su più giorni.

Una criticità evidenziata anche da Battelli: «Le mete che sono state capaci di organizzare un programma articolato hanno registrato uno scatto nelle prenotazioni, superando anche le due notti». A Cagliari, invece, la prudenza domina. «Basta una ricerca online per rendersi conto che sono ancora disponibili molte camere anche a prezzi bassi», osserva Laura Zazzara, presidente dell’associazione B&B in Cagliari, evidenziando il confronto con il Nord Sardegna, dove le permanenze arrivano fino a tre notti.

A incidere, oltre alla programmazione giudicata poco attrattiva, è anche il nodo dei collegamenti. L’assenza di voli internazionali e i collegamenti nazionali spesso esauriti o molto costosi limitano fortemente i flussi turistici. «Il Capodanno di Cagliari si regge quasi esclusivamente sul turismo interno», spiega Zazzara, ricordando come molti arrivi siano legati a rientri familiari e seconde case.

Il risultato è un Capodanno che fatica a decollare. Tra promozione tardiva, offerta frammentata e collegamenti insufficienti, il capoluogo resta ai margini delle grandi rotte del turismo invernale, lasciando agli operatori più interrogativi che brindisi.


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