Turismo

Capodanno in Sardegna, la formula vincente che attira turisti Il Nord dell'isola ha visto numeri da record nei giorni in cui si è salutato il 2025

Capodanno nel Nord Sardegna: numeri da record, turismo e un indotto economico che supera ogni attesa. Il Nord Sardegna ha salutato il 2026 con una notte di San Silvestro che va oltre la pura celebrazione: è diventata un fenomeno sociale, culturale ed economico. Da Sassari ad Alghero, passando per Arzachena, Olbia e Castelsardo, le piazze si sono trasformate in veri poli di attrazione turistica, confermando la volontà di destagionalizzare il turismo isolano.

I grandi eventi di fine 2025 hanno trasformato il periodo delle festività in un banco di prova riuscito per il turismo invernale, con un impatto economico significativo sul territorio, strutture ricettive prossime al tutto esaurito e una mobilità interna intensa, paragonabile a quella dei picchi estivi. Un risultato che trova conferma nelle parole dell’assessore regionale al Turismo, artigianato e commercio Franco Cuccureddu: «È stato un successo sia sotto l’aspetto della qualità artistica che di pubblico, che decreta la Sardegna come regione leader in Italia, per quantità e qualità, dei grandi eventi del fine anno. L’obiettivo è far percepire la Sardegna come una meta interessante anche per il turismo invernale, lontano dal segmento balneare», sottolinea l’assessore. A Sassari, il concerto di Max Pezzali in piazzale Segni ha richiamato circa 35.000 persone, saturando non solo l’area dello spettacolo ma anche gli spazi circostanti. Le strutture ricettive cittadine e dell’hinterland hanno registrato alti tassi di occupazione, mentre ristorazione, commercio e servizi hanno beneficiato di una città animata fino a notte fonda. «Sassari mostra – commenta entusiasta il primo cittadino Giuseppe Mascia – di essere una città viva, vitale e vivace, che ha voglia di grandi eventi e che non vede l’ora di mettere a frutto il proprio potenziale È sempre più una città a misura di visitatrici e visitatori, in grado di reggere bene l’urto di iniziative di forte richiamo». In Gallura, Arzachena ha accolto il 2026 con Achille Lauro, circa 10 mila spettatori, arrivati anche dalla Penisola, hanno generato flussi costanti tra Costa Smeralda e centri limitrofi, con effetti positivi sulle strutture extralberghiera e sull’indotto legato all’accoglienza e all’enogastronomia. Numeri importanti anche a Olbia, dove Marco Mengoni ha richiamato decine di migliaia di persone nell’area portuale nonostante la pioggia. L’evento ha contribuito a un’elevata occupazione delle strutture ricettive cittadine e dei comuni vicini, confermando il ruolo strategico del capoluogo gallurese come porta d’ingresso e snodo della mobilità regionale A Castelsardo il Capodanno con Anna Pepe e JAX ha attirato oltre 10 mila presenze tra giovanissimi e famiglie, riempiendo alberghi e alloggi diffusi e portando benefici tangibili a ristoranti e attività del centro storico. Alghero ha confermato il proprio ruolo storico con il Cap d’Any de l’Alguer nella sua trentesima edizione studiata nei minimi dettagli. «Abbiamo accolto l’arrivo del 2026 – commenta con soddisfazione il sindaco Raimondo Cacciotto – con la musica travolgente di Gabry Ponte, sotto il segno della festa, dell’entusiasmo e della condivisione, a conclusione di una tre giorni di grande fascino e attrattività con una regia sempre più coordinata e integrata con le altre città del Nord Ovest e della Sardegna tutta, il Capodanno può contribuire ad attrarre persone nel periodo invernale». Una tre giorni che nella Barceloneta di Sardegna ha portato oltre 36 mila presenze complessive in tre serate, 20 mila persone per la sola notte di San Silvestro con Gabry Ponte, anticipate il 30 con Kid Yugi e Low-Red, il 29 con Raf. Un successo che ha rafforzato la storica presenza di turisti negli hotel e B&B e una gestione della mobilità e della sicurezza che ha garantito eventi ordinati e accessibili. «Sembrava impossibile – prosegue l’assessore Cuccureddu – ma con perseveranza e sfruttando il fattore climatico (al netto dell’acquazzone di Olbia) abbiamo registrato grande partecipazione. L’assessorato ha sostenuto eventi in 18 comuni e una massiccia campagna di comunicazione tra cinema, tv nazionali, web e social, coinvolgendo la Penisola e 14 città europee collegate con voli diretti». Gli investimenti regionali e la strategia sui grandi eventi appaiono centrati e lungimiranti, ma per trasformare questi successi in crescita strutturale sarà decisivo affiancare una politica stabile – non solo estiva – sui collegamenti aerei con la Penisola e l’Europa. Al momento, infatti, i grandi numeri del Capodanno sembrano essere stati trainati soprattutto dalla mobilità interna, complice una disponibilità ancora limitata di voli nel periodo invernale. In caso contrario, il rischio è che i grandi eventi continuino a redistribuire risorse e presenze all’interno dell’Isola, senza ampliare in modo significativo i flussi turistici complessivi. 

Erika Pirina (Articolo apparso su Kalaritana Avvenire del 4 gennaio)


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