
(foto www.caritas.it)
Un anno di impegno, crescita e servizio al territorio: la Caritas diocesana di Cagliari mette a disposizione venti posti con il nuovo bando del Servizio civile universale, grazie a due progetti approvati e presentati tramite Caritas Italiana.
Il progetto «Legami solidali» coinvolge il maggior numero di sedi e punta all’accompagnamento di persone in situazione di fragilità. I volontari saranno impegnati nelle comunità per minori, nei centri residenziali per anziani e nelle strutture di accoglienza del territorio. Tra le sedi operative ci sono il Centro di accoglienza Oasi San Vincenzo a Terra Mala, le case famiglia di Selargius e Flumini e gli oratori parrocchiali di Sant’Eulalia e Sant’Elia.
Il progetto «Educare», invece, avrà come sede principale gli uffici della Caritas diocesana e si concentrerà sull’animazione territoriale, il coinvolgimento delle scuole e la collaborazione con gli uffici pastorali. Tra le iniziative previste c’è anche il campo estivo diocesano, con l’obiettivo di promuovere cittadinanza attiva e partecipazione giovanile.
I destinatari sono giovani dai 18 ai 29 anni (non compiuti alla presentazione della domanda). La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata per l’8 aprile alle ore 14.
A raccontare il valore concreto dell’esperienza sono la referente Michela Campus e alcuni giovani che stanno concludendo il loro anno di servizio.
«Il Servizio civile – spiega Michela Campus – rappresenta un’opportunità concreta per i giovani che desiderano mettersi in gioco, conoscere da vicino le fragilità del territorio e costruire il proprio futuro attraverso un anno di impegno e crescita personale. È anche un ponte verso il mondo del lavoro: oltre all’esperienza solidale, i ragazzi sviluppano competenze trasversali, dalle capacità relazionali alla gestione delle responsabilità, sempre più richieste anche in ambito professionale».
«È stata un’esperienza intensa – racconta Claudio Saba, impegnato nell’oratorio di Sant’Elia –: organizziamo attività ludiche, eventi e momenti educativi. Ho imparato a relazionarmi con i ragazzi e a lavorare in squadra».
Eleonora Uras sta terminando il suo servizio al Centro di ascolto per stranieri Kepos, confrontandosi quotidianamente con richieste legate ai permessi di soggiorno e all’orientamento burocratico: «La prima cosa è l’ascolto – spiega – Accogliere le persone significa prima di tutto comprenderne i bisogni. È stata una vera palestra di umanità e responsabilità».
Filippo Vacca, impegnato nella casa famiglia Oasi San Vincenzo, sottolinea il valore umano dell’esperienza: «Entrare nella quotidianità di bambini che vivono momenti delicati ti cambia. Affianchi educatori straordinari e impari cosa significhi davvero accompagnare qualcuno».
Per presentare i due progetti e fornire informazioni sulle modalità di candidatura, la Caritas organizza un Open Day l’11 marzo alle ore 15 presso la Curia di Cagliari (via mons. Cogoni 9). Tutti i dettagli sul bando e sulle procedure di domanda saranno disponibili sui siti della Diocesi e della Caritas diocesana.
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