
(foto Caritas Italiana)
Dal 3 al 5 marzo, Caritas Italiana ha partecipato a Kigali, in Ruanda, alla Conferenza umanitaria globale promossa da Caritas Internationalis, dal titolo “Radicati nella compassione, all’altezza della sfida: l’azione umanitaria della Caritas in un mondo in cambiamento”. L’incontro ha riunito rappresentanti della rete Caritas provenienti da diverse regioni del mondo per confrontarsi sulle trasformazioni che interessano l’azione umanitaria.
All’evento avrebbero dovuto partecipare circa 80 delegati, ma gli attacchi delle ultime settimane hanno avuto un impatto significativo sul traffico aereo internazionale, impedendo a molti partecipanti – in particolare dal Medio Oriente e dall’Asia – di raggiungere Kigali. Un segno concreto di quanto la guerra continui a influenzare anche gli spazi di incontro e cooperazione internazionale.
Durante i lavori si è riflettuto su alcune delle principali sfide che il mondo umanitario affronta oggi: l’aumento dei conflitti e dei disastri legati alla crisi climatica, la riduzione dei finanziamenti e la crescente difficoltà per molte organizzazioni della società civile di operare nei contesti più fragili. Secondo le Nazioni Unite, nel 2026 circa 275 milioni di persone avranno bisogno di assistenza umanitaria, ma le risorse disponibili permetteranno di raggiungerne prioritariamente circa 87 milioni.
Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento delle Caritas locali nei Paesi segnati da crisi prolungate, favorendo il loro accesso diretto ai processi di dialogo, progettazione e finanziamento. Questo approccio traduce concretamente il principio di sussidiarietà e valorizza le competenze e l’esperienza delle comunità che vivono quotidianamente accanto alle persone più vulnerabili.
La conferenza ha rappresentato anche un’occasione per rinnovare la vicinanza alle Caritas impegnate in contesti di conflitto e crisi umanitaria, con la partecipazione di rappresentanti provenienti, tra gli altri, da Myanmar, Sudan, Sud Sudan, Haiti, Venezuela e Ucraina.
La scelta di Kigali ha avuto un forte valore simbolico. I partecipanti hanno visitato il Memoriale del genocidio del 1994, un luogo che custodisce una memoria dolorosa ma necessaria. Oggi il Ruanda è un Paese giovane e in cammino di riconciliazione, un segno di speranza che richiama anche la missione della rete Caritas nel mondo, impegnata ogni giorno a costruire percorsi di solidarietà e fraternità globale.
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