«Christus dilexit ecclesiam»: l’antologia su monsignor Mario Farci Ad un anno dalla sua ordinazione episcopale, una raccolta di studi in onore del vescovo di Iglesias

A un anno esatto dalla sua ordinazione episcopale è stata pubblicata una raccolta di studi in onore di monsignor Mario Farci, vescovo di Iglesias dove ha fatto ingresso ufficiale il 16 febbraio 2025.

Un’antologia di 24 lavori di alto contenuto scientifico – che spaziano dalla teologia all’ecumenismo, dalla patristica alla filosofia e alla storia – con cui altrettanti docenti di Facoltà teologiche e Università statali hanno voluto caratterizzare anche con un impronta accademica il passaggio di un collega dalla cattedra universitaria a quella episcopale.

«Un segno di riconoscenza – scrivono i curatori della miscellanea Diego Antonio Zanda, Matteo Vinti e Daniele Vinci – verso un presbitero che ha saputo coniugare rigore teologico e sguardo pastorale  radicamento e apertura».

Don Mario nella sua trentennale esperienza prima di docente e poi di preside della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, accompagnata dall’impegno attivo nella pastorale ordinaria diocesana, si è occupato di «questioni vive dentro il dibattito sulle strutture e i processi interni alla Chiesa».

Il volume «Christus dilexit ecclesiam», motto episcopale di don Mario Farci, intende sostanzialmente «non solo offrire una raccolta di studi, ma anche proporsi – secondo i curatori – quale gesto ecclesiale di comunione, come dialogo tra saperi e vocazioni, tra memoria e profezia».

L’opera (Edizioni PFTS, University Press, 519 pp., 45€) sembra quasi voler far corrispondere la serie dei contributi teologici, filosofici e storici alle varie tappe dell’impegno culturale ed ecclesiale del neo vescovo di Iglesias.

Nei 20 «saluti-testimonianze» iniziali, portati da cardinali, vescovi sardi e non, abati e dall’attuale preside della Facoltà teologica della Sardegna, il profilo umano, sacerdotale e pastorale di don Mario Farci. Tutti l’hanno visto all’opera.

Soprattutto gli Arcivescovi di Cagliari, che nel loro ricordo riportano qualche particolare della missione sacerdotale del presule sulcitano.

Il cardinale Arrigo Miglio, ragionando in ottica iglesiente e con puntuali riferimenti alla storia della diocesi mineraria del secolo scorso, scrive: «Trovo particolarmente prezioso un altro ambito di impegno pastorale vissuto da don Mario per lunghi anni: la formazione e l’accompagnamento dei diaconi permanenti e di coloro che si preparavano a questo ministero e ai ministeri istituiti».

Monsignor Giuseppe Baturi evidenzia la speciale attenzione di don Farci alle persone e alla vita concreta della Chiesa cagliaritana: «Penso al suo servizio come cappellano nella casa di cura Sant’Antonio, dove la sapienza teologica e la compassione evangelica si sono unite e al suo prezioso contributo al cammino sinodale della nostra diocesi, che ha saputo accompagnare con creatività di gesti, capacità di coinvolgimento e serenità di giudizio».

I 24 saggi, pur nella varietà dei temi e delle prospettive, trovano – dicono i curatori – «un comune denominatore nella riflessione sulla Chiesa come mistero di comunione, luogo di dialogo e segno di unità nella diversità».

Caratteristiche, queste ultime, che hanno contraddistinto la visione ecclesiale di don Mario, manifestata chiaramente anche nel modo di vivere l’impegno di coordinamento del cammino sinodale della diocesi cagliaritana e di preside della Pontificia Facoltà Teologica «nel segno dell’apertura, dell’ascolto e della fraternità».

Il filo conduttore della miscellanea è la «visione della Chiesa come corpo di Cristo, radicata nella Trinità e plasmata dall’Eucaristia, che si apre alla dimensione della sinodalità e della missione».

«Christus dilexit ecclesiam», allora, mentre conserva la sua caratteristica di raccolta di studi-omaggio al pensiero ecclesiale e pastorale del vescovo di Iglesias, si rivela «quale gesto ecclesiale di comunione, come dialogo tra saperi e vocazioni, tra memoria e profezia».

Mario Girau


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