
Il clima della Sardegna sta cambiando in modo profondo e duraturo. Non si tratta più di anomalie occasionali, ma di una vera e propria trasformazione strutturale. A dirlo è il Rapporto Meteo e Clima 2025 del Dipartimento Meteoclimatico di ARPAS, che fotografa un’isola sempre più calda, con precipitazioni irregolari e un livello del mare in costante aumento.
I dati, basati su serie storiche di lungo periodo e sulle reti di monitoraggio ambientale e di Protezione Civile, confermano una traiettoria climatica ormai definita: il sistema è sempre più instabile e soggetto a fenomeni intensi e concentrati.
Temperature in aumento: +1,3 °C sopra la media
Il 2025 conferma il trend di riscaldamento:
- +1,3 °C per le temperature massime
- +0,8 °C per le minime
Particolarmente significativo il dato di giugno, con un’anomalia di +4,1 °C, tra le più elevate degli ultimi anni.
Dopo decenni con valori sotto la media tra anni ’60 e ’70, e un primo superamento nei primi anni 2000, dal 2022 si è consolidata una nuova fase: le temperature continuano a crescere e restano stabilmente sopra i livelli climatici di riferimento (1981–2010).
Il caldo cambia forma: meno picchi, più durata
Non è solo questione di quanto fa caldo, ma di quanto dura.
- Oltre 100 giorni all’anno sopra i 30 °C nelle zone interne
- Più di 100 notti tropicali lungo le coste (temperature sopra i 20 °C)
Il caldo diventa quindi persistente, con periodi prolungati di disagio termico. Questo sposta il rischio climatico: non più solo eventi estremi isolati, ma condizioni continuative che incidono su salute, economia e qualità della vita.
Piogge sempre più irregolari: il problema è «quando e dove»
Le precipitazioni annue restano vicine alla media, ma la loro distribuzione è sempre più squilibrata.
- Eventi intensi concentrati in poche ore (oltre 336 mm in 72 ore a gennaio)
- Alternanza tra surplus e deficit idrico
- Inversione territoriale tra 2024 e 2025 (piogge da ovest a est)
Maggio e giugno 2025 risultano particolarmente siccitosi, con precipitazioni ridotte fino a un quarto della media.
Il risultato è una crescente difficoltà nella gestione delle risorse idriche e del territorio.
Eventi estremi in aumento
Il 2025 è stato segnato da fenomeni intensi e sempre più frequenti:
- Temperature fino a 43 °C
- 20 trombe marine registrate
- Grandinate con chicchi fino a 6 cm
- Indice di calore fino a 43,9
Questi eventi aumentano il rischio di alluvioni e incendi boschivi, in un contesto climatico più caldo e instabile.
Meno neve e risorse idriche a rischio
L’inverno 2024–2025 ha registrato circa 25 giorni di neve, confermando una tendenza alla riduzione.
L’aumento delle temperature:
- alza la quota dello zero termico
- riduce l’accumulo nevoso
- impatta sulle riserve idriche e sugli ecosistemi montani
Il mare sale: +27 cm rispetto al livello di riferimento
Anche il livello del mare è in crescita lungo le coste della Sardegna:
- +27 cm rispetto al livello medio nazionale (Genova)
- +8 cm negli ultimi 25 anni
Un trend che minaccia coste, infrastrutture ed ecosistemi.
Dall’analisi all’azione
Il quadro che emerge è chiaro: il cambiamento climatico è già realtà.
Secondo ARPAS, è necessario un approccio pubblico più integrato e strutturato, capace di adattarsi a un sistema climatico sempre più variabile.
La Regione ha già avviato la Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, puntando su pianificazione e coordinamento tra settori.
Il Rapporto Meteo e Clima 2025 completo sarà disponibile dal 10 aprile alle 9 sul portale ARPAS
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