
Una scena dell’opera teatrale (foto Cedac Sardegna)
Uno spettacolo che intreccia amore e guerra, identità e memoria, arriva in Sardegna con “Come gli Uccelli” di Wajdi Mouawad, nella prima versione italiana firmata da Il Mulino di Amleto, vincitrice del Premio Ubu 2024 come miglior testo straniero.
La pièce sarà in scena dal 25 al 29 marzo al Teatro Massimo di Cagliari e il 31 marzo al Teatro Comunale di Sassari, nell’ambito della stagione de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC Sardegna. In scena un cast guidato da Federico Palumeri, Lucrezia Forni e altri interpreti diretti da Marco Lorenzi, che firma la regia dello spettacolo.
Al centro della narrazione c’è la storia di Eitan e Wahida, due giovani di origini israeliane e palestinesi che si incontrano a New York e si innamorano, ignari delle ferite profonde che attraversano le loro famiglie. Un amore messo alla prova da un attentato che colpisce Eitan e lo lascia in coma, costringendo i familiari a fare i conti con segreti e traumi rimasti a lungo nascosti.
Il testo di Mouawad affronta il conflitto israelo-palestinese attraverso una dimensione intima e generazionale, dove la storia collettiva si riflette nelle vicende personali. Il passato riemerge tra confessioni, rivelazioni e ricostruzioni familiari che coinvolgono più generazioni, dalla Shoah alle tensioni del presente.
Lo spettacolo si inserisce anche nel progetto Teatro No Limits, che rende la fruizione accessibile a non vedenti e ipovedenti attraverso audiodescrizione e percorsi tattili. Previsto inoltre l’incontro “Oltre la Scena” con la compagnia, in programma il 26 marzo nel foyer del Teatro Massimo.
Secondo il regista Marco Lorenzi, il teatro diventa spazio di confronto e comprensione del conflitto: un luogo in cui le contraddizioni della storia possono essere rappresentate per essere comprese e forse superate.
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