
L o scorso 11 marzo, presso la sala stampa della Curia arcivescovile, è stato presentato il nuovo sito di Terre Ritrovate (www.terreritrovate.it), e-commerce ideato da «Lavoro Insieme», impresa sociale nata su impulso della diocesi di Cagliari ed espressione della Caritas diocesana che anima l’iniziativa, per sostenere percorsi imprenditoriali nei territori segnati da maggiore marginalità socioeconomica. Dopo cinque anni il progetto si rinnova: Terre Ritrovate cresce, si trasforma e guarda avanti, confermando che un modello economico più giusto, solidale e condiviso è la strada per generare sviluppo e speranza. Il progetto viene portato avanti anche grazie al sostegno dei fondi della Conferenza episcopale italiana provenienti dall’8xmille alla Chiesa cattolica. Al centro dell’iniziativa ci sono lavoro e cura delle aree interne. Come ha rimarcato l’arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi: «L’obiettivo di un’e-commerce non è solo vendere beni, ma creare relazioni di solidarietà, promuovendo qualità e identità. Il benessere non si misura esclusivamente col profitto, ma anche nei rapporti umani e nella gratuità. Ogni azione – dal lavoro alla gestione della filiera, dall’attenzione alle persone alla chiarezza verso i consumatori – deve rispettare principi etici. Sostenibilità e radicamento nel territorio richiedono giustizia sociale e partecipazione: è basilare costruire un futuro condiviso con le comunità a contatto col Creato, garantendo una crescita comune per le generazioni presenti e future. Realizzare filiere etiche significa partecipare a un’azione di riscatto». Per il presidente di «Lavoro Insieme», Francesco Manca, Terre ritrovate è «Un esempio tangibile – ha detto – di come l’attività economica possa servire il bene comune. Vogliamo aiutare le imprese che afferiscono alla nostra rete in modo professionale, seguendo lo slogan che ci accompagna fin dall’inizio: seminare passione, coltivare rispetto e raccogliere qualità. Ogni gesto è orientato a consolidare collaborazioni e a sostenere chi opera con noi, in sinergia coi partner». La filiera del grano è uno degli esempi concreti di queste scelte etiche. In collaborazione con l’agenzia regionale Agris, il dirigente Marco Dettori segue l’intero percorso produttivo, assicurando trasparenza, qualità e valorizzazione delle risorse locali, integrando innovazione e rispetto per l’ambiente. Questo approccio permette di collegare piccoli produttori locali a mercati più ampi, garantendo sostenibilità economica e sociale e consolidando il senso di responsabilità con la comunità. Costantino Palmas, responsabile scientifico del progetto Agris-Caritas, ha sottolineato l’approccio comunitario: «Il nostro scopo – ha affermato – non è commercializzare prodotti, ma costruire relazioni di fratellanza. Il vero successo si misura nella capacità di rafforzare ascolto, dignità del lavoro e partecipazione attiva dei produttori. Ciascun prodotto porta con sé la storia di un territorio e delle persone che lo abitano, creando un filo diretto tra chi produce e chi consuma». Oggi Terre Ritrovate coinvolge oltre 30 partner e supporta più di 55 imprese locali. I prodotti presenti sul portale trovano accesso al mercato attraverso 40 gruppi di acquisto solidale e centinaia di acquisti individuali. Il perimetro del mercato digitale negli ultimi anni ha espanso i propri confini oltre le coste dell’Isola, stabilendo una presenza continua in regioni come Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Piemonte e Liguria. Come precisato da Giancarlo Pace, coordinatore del team di professionisti che ha progettato e implementato il nuovo sito «L’e-commerce, oltre a essere una vetrina privilegiata di prodotti tipici, assume un ruolo identitario: racconta missione, estetica ed etica delle imprese. Ogni illustrazione espone, con artigianalità e senza il ricorso all’intelligenza artificiale, non solo degli articoli ma il lavoro quotidiano dei produttori ed il loro intrinseco legame col territorio». A breve verrà aperta a Cagliari la «Bottega di Terre Ritrovate» e l’ecommerce sarà disponibile online anche in lingua inglese, ampliando la possibilità di far conoscere la qualità dei territori periferici della Sardegna a un pubblico internazionale. La piattaforma valorizza anche il lavoro dei giovani, stimolando opportunità di occupazione in luoghi spesso trascurati dai circuiti tradizionali. Alla conferenza stampa hanno preso parte produttori, partner, rappresentanti delle istituzioni e tecnici, ribadendo la centralità della collaborazione e del sostegno reciproco. Terre Ritrovate racconta chi siamo oggi, senza perdere le radici, con lo sguardo rivolto al futuro: un luogo digitale e non solo, dove si incontrano territorio, persone e storie che ogni giorno lo rendono vivo
Andrea Marcello
L’articolo è stato pubblicato sull’ultimo numero di Kalaritana Avvenire
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