
L’inclusione scolastica come motore di cambiamento sociale.
È questo l’obiettivo di «Generazione Inclusiva», il progetto promosso da CBM Italia con il sostegno di Fondazione CDP e la collaborazione di Anffas.
L’iniziativa coinvolge scuole in Puglia, Calabria e Sardegna (l’istituto Azuni di Cagliari), puntando a rendere l’ambiente scolastico più accessibile e accogliente per tutti. «È un progetto promosso da CBM Italia – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana Valentina Simioli di CBM Italia – con il sostegno della Fondazione CDP, ente no profit del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, e realizzato in collaborazione con Anffas, che da anni lavora per i diritti delle persone con disabilità».
«Coinvolge tre territori italiani e nasce dalla consapevolezza che il numero di studenti con disabilità è in costante crescita. Il nostro obiettivo principale è abbattere le barriere nei contesti scolastici, non solo quelle architettoniche, ma anche e soprattutto quelle culturali, comportamentali e relazionali».
Perché è così importante intervenire proprio nelle scuole?
Perché la scuola è il primo luogo in cui si costruisce la società del futuro. L’inclusione delle persone con disabilità rappresenta un valore per tutti, non solo per chi vive direttamente una condizione di disabilità. Creare ambienti inclusivi significa formare cittadini più consapevoli, promuovere il rispetto delle differenze e contribuire a un cambiamento sociale reale e duraturo.
Come si sviluppa concretamente il progetto negli istituti coinvolti?
Uno dei pilastri fondamentali è la formazione dei docenti. Organizziamo un percorso strutturato in dieci incontri online con esperti che affrontano temi come i diritti delle persone con disabilità, il linguaggio inclusivo, l’accessibilità degli ambienti di apprendimento e le metodologie didattiche inclusive. Parallelamente coinvolgiamo gli studenti, con e senza disabilità, attraverso incontri interattivi e un gioco educativo intitolato “Oltre, vedere e superare le barriere”. Questo strumento permette ai ragazzi di sperimentare direttamente cosa significa incontrare ostacoli non solo fisici, ma anche culturali e sociali.
Qual è il ruolo delle famiglie all’interno del progetto?
Le famiglie sono parte integrante del percorso. Organizziamo incontri dedicati per supportarle nella costruzione di progetti educativi e di vita personalizzati per i propri figli. Il passaggio dalla scuola alla vita adulta è una fase delicata per tutti, ma può essere ancora più complessa per i ragazzi con disabilità. Offrire sostegno in questa fase significa favorire autonomia e opportunità future.
Qual è il messaggio più importante che volete trasmettere?
Che l’inclusione e l’accessibilità non sono concessioni, ma diritti umani fondamentali. Riconoscere la disabilità come parte della diversità umana è un passaggio essenziale per costruire una società più giusta. E questo cambiamento deve partire proprio dalle scuole, dove si formano le nuove generazioni.
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