
Con la consegna del padiglione 41 bis dal Ministero delle Infrastrutture a quello della Giustizia, prende avvio ufficialmente la gestione dei detenuti di massima sicurezza nella casa circondariale di Cagliari-Uta.
Lo segnala Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, secondo cui il trasferimento anticipato rispetto alla data prevista del 15 gennaio lascia intendere che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria voglia completare rapidamente l’operazione, «indifferente alle proteste e alle richieste di un’intera comunità».
Il padiglione, progettato per ospitare 92 detenuti al regime di massima sicurezza, necessita ancora degli arredi e delle attrezzature dell’infermeria, che saranno forniti dall’Asl 8 di Cagliari. Rimangono inoltre da definire numero e dislocazione degli agenti del Gruppo Operativo Mobile, essenziali per garantire la sicurezza.
Caligaris sottolinea che, mentre il numero dei detenuti è raddoppiato in 11 anni, il personale è rimasto invariato o addirittura diminuito in settori cruciali come sorveglianza, amministrazione, educazione e assistenza sanitaria.
«L’intero apparato della Sorveglianza – conclude – è in grande sofferenza», avvertendo che la gestione dei nuovi spazi richiederà un impegno straordinario.
Il padiglione 41 bis segna quindi un nuovo capitolo per la casa circondariale di Cagliari-Uta, ma apre interrogativi sul funzionamento del sistema penitenziario locale e sulla tutela dei diritti dei detenuti e del personale.
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