
Tiziana Casti, Martina Cossu, Francesca Loi, Anna Ponticelli e Matilda Cocco ospiti a Radio Kalaritana
Un’esperienza che va oltre il volontariato, capace di lasciare un segno profondo. È quella vissuta da un gruppo di giovani italiani – molti dei quali provenienti dalla Sardegna – che nei giorni scorsi ha partecipato a un campo estivo di servizio e formazione in Perù, promosso dalla Compagnia del Perù in collaborazione con la Lega Missionaria Studenti, branca giovanile della CVX- Comunità di Vita Cristiana.
Destinazione: “Casa de Tuty”, una struttura situata nella periferia della città di Trujillo, nel nord del Paese sudamericano, che da oltre vent’anni accoglie bambini abbandonati o vittime di violenza familiare. Obiettivo del progetto: offrire sostegno concreto e costruire relazioni autentiche attraverso attività educative, ricreative e formative.
«Sono più di vent’anni che camminiamo accanto a questa realtà – racconta Tiziana Casti, vicepresidente della Compagnia del Perù e storica responsabile del campo, ospite stamattina a Radio Kalaritana -. Ogni anno costruiamo relazioni, accompagniamo storie, e torniamo a casa diversi. È un’esperienza che forma prima il cuore, poi tutto il resto».
Il campo si articola in quattro aree: sport, creatività, supporto scolastico e formazione umana e spirituale. I bambini partecipano a rotazione alle diverse attività, accompagnati da un’équipe eterogenea di volontari: insegnanti, psicologi, educatori, ma anche giovani con competenze in arte, musica e sport.
«Il valore aggiunto è stata proprio la diversità – spiega Martina Cossu, volontaria, alla sua prima esperienza come responsabile -. Ognuno ha messo in gioco qualcosa di sé, offrendo il meglio con generosità».
Anna Ponticelli, impegnata nel gruppo creativo, ha lavorato tra pennelli, colori e murales: «Ci hanno accolti come parte della famiglia. Non eravamo semplici volontari, ma fratelli e sorelle».
Matilda Cocco, nel team sportivo, ha vissuto giornate intense fatte di giochi di squadra e musica: «L’energia era contagiosa. I bambini si affidavano completamente a noi. È incredibile quanto affetto riescano a donare in così poco tempo».
Francesca Loi, alla sua seconda esperienza in Perù, ha sottolineato il valore del progetto Comunicazione viva, che permette di mantenere vivo il legame con i bambini anche a distanza: «Sono tornata soprattutto per riabbracciare un bambino con cui mi sento da un anno. La relazione con lui è stata il motore del mio ritorno».
Tra i momenti più commoventi, il matrimonio di Oswer, uno dei primi bambini accolti dalla Casa, oggi trentenne. «Ci ha chiesto di essere presenti – racconta con emozione Tiziana Casti -. Vederlo coronare il suo sogno è stato uno dei momenti più intensi. La testimonianza tangibile che questo progetto non solo funziona, ma trasforma davvero le vite».
Cosa resta di questa esperienza? Le ragazze non hanno dubbi: «Uno sguardo nuovo, più consapevole, e tanta speranza. Abbiamo imparato a riconoscere il valore delle piccole cose, della fiducia, della presenza. Un bagaglio umano che ci porteremo dietro ogni giorno».
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.