scuola

Dimensionamento scolastico, nove autonomie in meno in Sardegna Il commissario dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani: «Nessuna lettura allarmistica. È una ristrutturazione amministrativa senza chiusure di plessi, classi o tagli al personale»

Nove autonomie scolastiche in meno in Sardegna. Il provvedimento di dimensionamento adottato dal commissario nominato dal Ministero dell’Istruzione, Francesco Feliziani, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, ha riacceso il confronto politico e istituzionale dopo la resistenza della Regione. Ma, per Feliziani, l’impianto finale non giustifica letture allarmistiche.

«Preliminarmente va detto che la Regione Sardegna aveva già fatto gran parte del lavoro – chiarisce – perché le linee guida con i criteri per il dimensionamento scolastico erano state emanate ed approvate». L’obiettivo, aggiunge, era «inderogabile»: ridurre di nove unità il numero delle autonomie scolastiche, trovando «la migliore maniera possibile» per farlo in un contesto complesso come quello isolano.

La Regione, secondo Feliziani, aveva provato a impostare un percorso condiviso: «Da questo punto di vista la Regione ha sempre cercato un aiuto da parte degli enti locali, quindi dalle Province e dai Comuni». Tuttavia, «la proposta della Regione, contenuta anche nelle linee guida, di coinvolgere le Province e le Città metropolitane in maniera che ognuno si facesse carico di un piccolo pezzo di dimensionamento è caduta nel vuoto». L’unico contributo concreto è arrivato dal Sulcis Iglesiente, con la soppressione dell’Istituto magistrale “Baudi di Vesme” di Iglesias e l’accorpamento all’Istituto di istruzione superiore “G. Asproni”.

A quel punto, spiega il direttore dell’Usr, la Regione aveva due opzioni: «O fare un atto utilizzando il potere sostitutivo, poiché è una competenza propria, in mancanza di proposte, oppure tirarsi indietro». «Non do un giudizio etico-morale – precisa – l’idea che mi sono fatto è che la Giunta abbia fatto le proprie valutazioni politiche e abbia deciso di non procedere ulteriormente».

Il traguardo, però, doveva essere comunque centrato. «Se non ci fosse stato un obiettivo inderogabile da raggiungere, la Regione avrebbe pure potuto dire: io non dimensiono, la rete scolastica rimane così». Ma l’obiettivo era legato al Pnrr e alla sua scadenza, e il commissariamento è stato necessario per evitare «danni economici pesantissimi».

Quanto alle critiche di un «disastro annunciato», Feliziani replica che «in realtà non c’è nessun disastro annunciato», poiché tutte le nuove autonomie rientrano nei criteri stabiliti dalla Regione stessa. Le dimensioni restano gestibili, senza chiusura di plessi, classi o riduzioni di personale.

Si tratta, conclude, di «una ristrutturazione amministrativa» che arriva dopo ingenti finanziamenti ottenuti grazie al Pnrr. «Nel momento in cui non si è trovata una maggioranza in Giunta per prendere le decisioni, poi non ci si può recriminare se il Governo è tenuto ad adottare un potere sostitutivo».

di Maria Luisa Secchi

Articolo pubblicato su Kalaritana Avvenire di domenica 1 febbraio (link)


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.