
Nei giorni scorsi la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna ha avviato i sopralluoghi per verificare i danni al patrimonio archeologico causati dal ciclone Harry. Le prime ricognizioni hanno riguardato i territori di Domus de Maria e Pula, dove i comuni hanno prontamente segnalato criticità nei siti di Bithia e Nora.
A Bithia le verifiche hanno evidenziato danni significativi nelle porzioni dei siti più vicine alla costa, maggiormente esposte all’azione erosiva del mare. La mareggiata ha messo in luce alcune sepolture della necropoli di Sa Colonia, che conserva stratificazioni di tombe fenicie, puniche e romane.
La Soprintendenza ha immediatamente avviato interventi di emergenza, con messa in sicurezza e scavi archeologici nei contesti più a rischio. La sicurezza dell’area è garantita grazie alla collaborazione con il comune di Domus de Maria e le forze dell’ordine: Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio, Carabinieri locali, Corpo Forestale, Polizia Locale e Guardia di Finanza stanno assicurando pattugliamenti costanti, anche supportati da sistemi di sorveglianza da remoto. I Carabinieri Subacquei di Cagliari verificano inoltre in mare la presenza di eventuali materiali archeologici trascinati dalle onde.
A Pula, il sito di Nora ha subito danni importanti nelle zone costiere esposte a est e a sud, confermando la particolare fragilità di questi settori soggetti all’erosione. Si segnalano cedimenti e smottamenti nell’area delle terme di Levante, accumuli di elementi lapidei sul foro romano e sul quartiere punico, crolli di porzioni di strutture, caduta di pini con eradicazione di strati archeologici e danni al sistema di protezione della scogliera sotto il tempio di Esculapio. Su questi fronti sono già attivi progetti di salvaguardia portati avanti dalla Soprintendenza insieme al Provveditorato alle opere pubbliche di Cagliari, al Comune di Pula e alla Regione Sardegna.
Le attività di verifica e quantificazione dei danni proseguono anche in altri siti costieri del territorio. La Soprintendenza mantiene costanti interlocuzioni con la Regione Autonoma della Sardegna, in particolare con l’Assessora alla Cultura, la Protezione Civile e tutti gli enti e le amministrazioni coinvolte, per coordinare interventi tempestivi e tutelare al meglio il patrimonio archeologico sardo.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
