
L’assessore Spanedda (foto RAS)
Dopo vent’anni, la Regione avvia la revisione del PPR, strumento centrale per la gestione del territorio. Questa mattina, l’assessore agli Enti locali e Urbanistica Francesco Spanedda ha illustrato le linee guida durante il convegno promosso dal Ministero della Cultura, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro e dalla Biblioteca universitaria di Sassari. “Tutela e sviluppo non sono contrapposti: la conservazione può diventare leva di crescita”, ha sottolineato.
La revisione parte dalla consapevolezza che il paesaggio è un sistema dinamico: “Va conservato come un edificio antico, con una tutela attiva e progettuale, non solo vincolistica”. Il nuovo Piano mira a valorizzare il territorio senza snaturarlo, accompagnandone l’evoluzione.
Il contesto è cambiato rispetto al 2006: la pressione edilizia si è spostata dalle coste alle zone interne e la sfida dei cambiamenti climatici richiede interventi sul ciclo dell’acqua, sulla sostenibilità e sulle opere di difesa. “Serve un approccio condiviso con esperti, comunità e enti locali”, ha aggiunto Spanedda.
Rimane centrale anche il tema dello spopolamento: tutelare significa offrire lavoro e migliorare le condizioni di vita, legando pianificazione territoriale e coesione sociale. L’aggiornamento comporterà il riesame di 130 decreti ministeriali di vincolo, tra cui montagne, edifici storici e aree naturali, per garantire una pianificazione coerente con le nuove sfide.
Infine, il percorso del PPR sarà un’occasione per rafforzare le strutture tecniche dei Comuni più piccoli, migliorando la gestione dei territori isolati. “Aggiornare il PPR non è solo un’esigenza tecnica, ma una scelta strategica per sviluppo, coesione sociale e tutela del paesaggio sardo”, ha concluso l’assessore.
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