
Daniele Serra e Giacomo Meloni, segretario e presidente di Confartigianato Sardegna
Le micro, piccole e medie imprese sarde continuano a pagare un prezzo elevato per l’energia elettrica, con un extracosto che nei primi sei mesi del 2025 ha raggiunto i 147 milioni di euro rispetto alla media europea. Un peso che incide per lo 0,38% sul Pil regionale e che penalizza soprattutto i settori manifatturieri tradizionali, dall’alimentare alla moda, dal legno ai metalli, fino alla gioielleria e all’occhialeria.
L’analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Sardegna, basata su dati Eurostat, Arera e Terna, colloca l’Isola al decimo posto a livello nazionale per maggiore extracosto, con forti differenze anche tra le province. L’incidenza più elevata sul Pil si registra nel Sud Sardegna, seguita da Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari-Olbia.
A pesare è soprattutto un sistema di accise e oneri considerato squilibrato, che grava maggiormente sulle imprese di minori dimensioni. «Bisogna ristabilire l’equilibrio e l’equità nel costo dell’energia pagato dalle imprese – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – queste attività non possono più considerate un bancomat». «Il caro-energia frena la competitività delle piccole realtà – aggiunge Meloni – bisogna innanzitutto intervenire per ricalibrare il carico fiscale sulle bollette delle diverse dimensioni di imprenditori-utenti e che oggi penalizza micro, piccole e medie aziende costrette a pagare per i grandi energivori. Le nostre imprese non chiedono privilegi, ma regole chiare ed eque».
Secondo Confartigianato, accanto agli interventi strutturali, è necessario puntare sull’innovazione e sull’efficienza. «Il caro energia, che ha colpito imprese e famiglie, ci deve far capire come sia fondamentale ottimizzare il consumo di energia attraverso interventi comportamentali e, soprattutto, con le nuove tecnologie – prosegue Meloni – la transizione verso le rinnovabili e le tecnologie a basse emissioni di carbonio è una delle scelte decisive che la nostra Regione, così come tutto il nostro Paese, deve fare e sta facendo. Dobbiamo compiere scelte lungimiranti, coraggiose e decise sulla base degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione».
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