
Domani si celebra la Giornata mondiale della pizza, uno dei simboli più amati del Made in Italy.
In Sardegna la passione è forte: la consumano 8 sardi su 10, con una spesa media di quasi 50 euro a persona e un giro d’affari annuo che raggiunge i 79 milioni di euro. Un settore che nell’Isola conta 1.916 imprese attive e oltre 3.500 addetti.
Tonda o al taglio, alla pala o fatta in casa, la pizza festeggia una ricorrenza istituita nel 2017, anno in cui l’arte del pizzaiolo napoletano è stata riconosciuta Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco.
Una tradizione antica, nata come cibo semplice e popolare, che oggi rappresenta una delle colonne dell’economia agroalimentare italiana.
«La pizza è uno dei prodotti in cui maggiormente si esprime il valore artigiano – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – ed è una tradizione profondamente radicata, custodita da professionisti che uniscono competenza, manualità e materie prime di qualità, spesso locali». Ogni pizza, sottolinea Meloni, racconta una storia fatta di sapori autentici e identità territoriale.
Tra i gusti preferiti domina la Margherita, scelta da oltre il 59% degli italiani, seguita da Diavola e Quattro Formaggi. In Italia ogni anno vengono sfornate circa 2,7 miliardi di pizze e il comparto supera i 15 miliardi di euro di fatturato. Nel 2024 le pizzerie attive hanno raggiunto quota 88.793, con una crescita significativa anche dei consumi domestici e della pizza surgelata.
Dall’Italia al resto del mondo, la pizza resta un fenomeno globale: gli Stati Uniti guidano i consumi, ma l’Italia rimane il riferimento culturale e qualitativo. Un’arte che continua a evolversi senza perdere le proprie radici, simbolo di una tradizione capace di unire gusto, economia e identità
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