
(foto www.lastampa.it)
Nella notte si sono registrati nuovi lanci di missili tra Teheran e Tel Aviv, mentre fonti non confermate segnalano possibili azioni terrestri di milizie curde in Iraq, forse su incarico USA.
Cresce la preoccupazione europea: ieri un missile iraniano diretto verso Cipro è stato deviato verso la Turchia e abbattuto dalle difese NATO. Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto a Donald Trump e Benjamin Netanyahu uno «stop all’escalation». Intanto, si acuisce la tensione tra USA e Spagna dopo il rifiuto del premier Pedro Sánchez di aprire basi americane sul territorio spagnolo.
In Italia, i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto sono stati auditi sul conflitto e sugli aiuti richiesti dai Paesi del Golfo. La premier Giorgia Meloni ha confermato l’invio di aiuti di difesa aerea a Paesi del Golfo e a Cipro, sottolineando: «Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci». Sulle basi militari, ha precisato che eventuali decisioni saranno prese dal Governo con il Parlamento.
Alla Camera, Crosetto ha definito l’attacco Usa all’Iran «al di fuori del diritto internazionale», mentre Tajani ha ribadito la linea del governo: «La nostra stella polare resta la de-escalation. Vogliamo evitare l’allargamento del conflitto e mantenere il dialogo con l’Iran, ma senza tradire la nostra posizione: l’Iran non può dotarsi di armi nucleari e missili che minacciano Israele, la regione e l’Europa».
L’esercito iraniano ha rivendicato un attacco con droni a una base statunitense a Erbil, nel nord Iraq, causando «danni significativi», secondo l’agenzia Tasnim.
In Libano, il governo ha vietato qualsiasi attività militare delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e ha reintrodotto l’obbligo di visto per gli iraniani; in caso di confermata presenza, scatteranno arresti ed estradizione, ha dichiarato il ministro dell’Informazione Paul Morcos.
Infine, la premier Meloni interverrà in Parlamento mercoledì 11 marzo per comunicazioni sul Consiglio UE e sulla crisi in Medio Oriente. La presidente Alessandra Todde è in contatto con gli ambasciatori italiani in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti per monitorare la situazione dei cittadini sardi, con rassicurazioni sul rientro sicuro, supportato dalla Regione Sardegna.
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