
Un momento dell’inaugurazione
È stata inaugurata a Cagliari una struttura dedicata al co-housing, finanziata con fondi PNRR, parte del progetto denominato «Percorsi di autonomia per persone con disabilità».
Obiettivo generale dell’iniziativa, migliorare l’autonomia delle persone con disabilità e offrire loro opportunità di accesso nel mondo del lavoro, anche attraverso la tecnologia informatica.
«Finalmente è stata una casa pensata per accogliere 12 persone con disabilità – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana, l’assessora ai Servizi Sociali, Anna Puddu – con l’obiettivo di restituire autonomia e capacità attraverso progetti personalizzati. I percorsi sono orientati anche alla formazione e all’inserimento lavorativo. Si tratta di un intervento finanziato in larga parte con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, integrati da risorse comunali, che restituisce diritti di cittadinanza a persone in condizioni di fragilità».
A chi è destinata la struttura e come vengono scelti i beneficiari?
Attualmente sono già inseriti cinque ragazzi, selezionati attraverso una fase di assessment condotta dal servizio sociale professionale. Presentano diverse forme di disabilità e per ciascuno è stato elaborato un progetto di vita personalizzato, costruito sulle caratteristiche soggettive e finalizzato all’autonomia, alla socializzazione e all’accesso a percorsi formativi.
Che ruolo ha il co-housing nel progetto?
Il co-housing è fondamentale perché favorisce la relazione, la socializzazione e la condivisione delle attività quotidiane. La struttura è gestita dalla cooperativa Agapè, che propone iniziative educative e sociali pensate per accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita personale.
L’obiettivo finale è la vita indipendente?
Sì, l’obiettivo è proprio quello di accompagnare le persone verso percorsi di vita indipendente, puntando sulla valorizzazione delle risorse individuali. La disabilità non è un limite, ma una dimensione della complessità dell’essere umano. Vogliamo potenziare le autonomie e, in futuro, aprire nuove strutture con la stessa finalità.
Quanto conta il lavoro di rete?
È fondamentale. Oltre alla collaborazione con la cooperativa, c’è un lavoro di rete con la Regione, l’azienda sanitaria locale e l’Aspal, affinché i progetti finanziati con il Pnrr dialoghino con quelli regionali. Solo così possiamo restituire centralità alle persone rispetto agli interventi politici e sociali.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
