Il caso

Incidente sulla 131, tentata estorsione: tre arresti e due divieti Minacce e pressioni per ottenere denaro fuori dalle assicurazioni dopo un sinistro stradale. Indagine dei carabinieri di Sestu

Un mezzo delle forze dell’ordine (foto Ansa)

Dopo un incidente stradale avvenuto lo scorso dicembre lungo la Statale 131, avrebbero tentato di ottenere un risarcimento in denaro aggirando le procedure assicurative e ricorrendo a minacce e intimidazioni. Si è conclusa con tre arresti e due divieti di avvicinamento alle vittime l’indagine condotta dai carabinieri della stazione di Sestu.

In manette sono finiti un 25enne originario del Sulcis e un 50enne di nazionalità serba, entrambi domiciliati a Sestu e rintracciati a Capoterra, oltre a un 19enne originario dell’Oristanese e residente a Dolianova, individuato a Fluminimaggiore. Per una 27enne e un 47enne residente a Serramanna, anch’essi coinvolti nella vicenda, è stato invece disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Tutti gli indagati, già noti alle forze dell’ordine, devono rispondere a vario titolo dei reati di minacce, lesioni personali aggravate, violenza privata, atti persecutori e tentata estorsione. Le indagini sono scattate dopo l’intervento dei carabinieri per sedare una lite esplosa subito dopo l’incidente. Da lì è emerso un quadro ben più grave.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 25enne arrestato, con la complicità degli altri indagati, avrebbe avviato una vera e propria campagna di pressioni nei confronti della moglie del commerciante coinvolto nel sinistro, titolare di un’attività situata lungo la stessa Statale 131. Il gruppo si sarebbe presentato quasi quotidianamente nell’esercizio commerciale, pretendendo la consegna di denaro contante come risarcimento diretto dei danni, utilizzando modalità intimidatorie e bypassando deliberatamente le normali procedure assicurative.

Grazie alle denunce, alle testimonianze raccolte e alle immagini dei sistemi di videosorveglianza, i carabinieri hanno documentato le richieste di denaro e le minacce. Sulla base degli elementi acquisiti sono quindi scattati i provvedimenti restrittivi, eseguiti nella notte dai militari dell’Arma.


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