Politica

Insularità e autonomie locali, la Sardegna porta le sue istanze al Parlamento europeo Concluso a Bruxelles il seminario promosso dal Consiglio delle Autonomie locali. Al centro fondi UE, politiche di coesione e riforme statutarie

Si è concluso oggi a Bruxelles il seminario «Insularità e cittadinanza europea», promosso dal Consiglio delle Autonomie locali (Cal) negli spazi del Parlamento europeo.

Un ciclo di incontri iniziato martedì scroso e dedicato al ruolo delle autonomie locali nel sistema comunitario, con particolare attenzione alle specificità delle regioni insulari come la Sardegna.

L’ultima giornata si è svolta nella sede di Focus Europe, struttura che supporta gli enti locali nell’accesso ai finanziamenti europei. In agenda, confronti tecnici su protezione civile, politiche agricole e affari europei, con l’obiettivo di rafforzare le competenze e le opportunità per i territori.

Nei giorni precedenti, la delegazione guidata dal presidente del Cal, Ignazio Locci, ha incontrato gli eurodeputati Marco Falcone e Giuseppe Lupo.

Al centro del confronto, i temi strategici per il futuro delle autonomie locali sarde: il nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, le politiche di coesione economica, sociale e territoriale, il riconoscimento delle specificità insulari e il coinvolgimento degli enti locali nei processi decisionali europei.

Un’intera giornata è stata dedicata agli incontri con i dirigenti italiani della Commissione europea, che hanno illustrato funzioni, strumenti operativi e programmi comunitari rivolti ai territori.

La delegazione ha inoltre incontrato i rappresentanti del Comitato europeo delle Regioni e del Comitato economico e sociale europeo, rafforzando il dialogo istituzionale con gli organismi consultivi dell’Unione.

«Un’occasione importante per discutere del ruolo degli enti locali all’interno del sistema comunitario – ha dichiarato Locci – soprattutto mentre la Regione Sardegna è impegnata in un percorso di revisione e rafforzamento del proprio Statuto. L’Europa deve essere più vicina al popolo sardo e al nostro sistema di autonomie locali, con una legislazione moderna e adeguata alle sfide attuali».

Nel corso del seminario si è svolto anche un convegno dedicato alla figura di Mario Melis, presidente della Giunta regionale negli anni Ottanta, protagonista della stagione autonomista e sostenitore dell’Europa delle Regioni.

L’incontro ha rappresentato non solo un momento commemorativo, ma anche un’occasione di riflessione sul futuro del regionalismo e sul principio di sussidiarietà.

«Non è stato solo un ricordo – ha aggiunto Locci – ma un confronto concreto sulle difficoltà che oggi vivono le autonomie locali, in un contesto europeo che ha progressivamente concentrato poteri e competenze. È fondamentale rilanciare il dibattito sulle riforme e riaffermare il valore dell’autonomismo e del regionalismo».

Il seminario si chiude dunque con l’impegno a rafforzare la presenza e il peso delle istituzioni locali sarde nel contesto europeo, in una fase decisiva per la definizione delle future politiche comunitarie e per il riconoscimento delle peculiarità delle regioni insulari.


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