
Il noto teologo tedesco Gisbert Greshake nel 2016 ha pubblicato un libro intitolato Maria è la Chiesa. La «è» accentata non è un refuso: nella Sacra Scrittura Maria è la personificazione dell’intero popolo di Dio. Per questo è chiamata «donna» – cioè sposa – «madre», «serva»… A lei gli evangelisti applicano le profezie riferite alla «figlia di Sion», a Gerusalemme, a Israele. La storia del popolo, addirittura di tutta la creazione, giunge alla meta: in Maria si realizza l’alleanza nuziale di Dio con l’umanità. Sant’Agostino scriveva: «La Chiesa è uguale a Maria: essa partorisce ed è vergine, da lei siete nati; essa genera Cristo, perché voi siete le membra di Cristo» (Sermo 25,8). Facilmente noi sardi, facendo nostro il titolo del libro citato, possiamo dire: «La Madonna di Bonaria è la Chiesa sarda»; anzi di più: «La Madonna di Bonaria è la Sardegna». Non solo perché il suo santuario è la chiesa sarda per eccellenza, visitata da tutti i Papi venuti nell’Isola. Ci sono ragioni più profonde: la Madonna di Bonaria ha diversi tratti che la accomunano al popolo sardo. È il suo modello! Il suo culto mette insieme – tra gli altri – tre elementi: il mare, il naufragio e il cielo.
La versione integrale dell’editoriale di mons. Mario Farci, vescovo di Iglesias, è disponibile sul prossimo numero di Kalaritana Avvenire
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