
(foto www.cagliaripad.it)
Sono 3.600 le piccole e medie imprese che operano nei 34 comuni montani della Sardegna, con oltre 7.500 addetti e un fatturato complessivo di 680 milioni di euro. Una realtà messa a dura prova dalle carenze infrastrutturali, tra le più gravi dell’isola.
Lo rileva il rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna sulle imprese artigiane dei territori montani e delle aree interne, basato su dati ISTAT 2023-2025. Secondo l’analisi, il declino demografico e il rischio idrogeologico minacciano la produttività e la capacità delle imprese di sostenere questi territori.
“La Sardegna interna affronta una sfida esistenziale: il calo demografico e le carenze infrastrutturali rischiano di portare alla desertificazione economica”, avverte Giuseppe Pireddu, presidente di Confartigianato Nuoro-Ogliastra. Le PMI non agricole di montagna sono 3.619, appena il 3% del totale regionale, con 7.527 addetti. Il settore artigiano rappresenta il 18,7% delle attività montane, con quasi 2.700 addetti, mentre il fatturato complessivo raggiunge 679 milioni di euro, l’1,5% del totale regionale.
Le aree interne restano isolate: chi parte da un comune di montagna impiega in media 44 minuti per raggiungere superstrade, porti, aeroporti o stazioni ferroviarie, 24 minuti in più rispetto agli altri comuni.
Pireddu sottolinea l’urgenza di un piano di investimenti pubblici mirato a migliorare le infrastrutture e sostenere le piccole imprese, veri presidi sociali del territorio. Senza interventi strutturali, avverte, la “glaciazione demografica” potrebbe diventare irreversibile entro vent’anni.
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